mercoledì 9 aprile 2014

Il lavoro somministrato e la sua strategicità per azienda e lavoratore

La somministrazione di lavoro, alla luce delle novità introdotte dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per le agenzie di somministrazione di lavoro, ne esce rafforzata come strumento a vantaggio dell'azienda utilizzatrice e del lavoratore. In questo Contratto, sono forti e predominanti i concetti di tutela e sicurezza sul lavoro, di welfare (con misure di previdenza integrativa e a sostegno della maternità, di acceso al credito e di assistenza sanitaria integrativa), di formazione e di consolidamento e sviluppo delle relazioni sindacali. I principi introdotti hanno cambiato le prospettive sulla flessibilità e hanno dato una risposta italiana ai principi di “flexicurity” introdotti dalla Commissione Europea, e che quindi finalmente la parola “flessibilità” portata avanti dalle agenzie per il lavoro non è più usata come sinonimo di precarietà.
Ritengo che ogni riforma che comporti un aumento dell'insicurezza dei lavoratori debba essere accompagnata da un aumento delle misure di protezione sociale. Senza di queste la flessibilità si traduce in precarietà.
L'Europa da sempre vede con favore questo cvontratto. La logica che sembra trasparire dalla Direttiva 104/08 è quella per la quale attraverso il lavoro tramite agenzia, sono moltiplicate le possibilità di conseguimento di un lavoro stabile.
Da un lato, la liberalizzazione di tale forma d’impiego agevola l’uscita dallo stato di disoccupazione involontaria, dall’altro, lo svolgimento della prestazione lavorativa presso l’utilizzatore, facilita la possibilità di stipulare un rapporto di lavoro stabile alle dipendenze di quest’ultimo.
Si aggiunga che mentre la Direttiva 99/70/CE, chiarisce che “i contratti di lavoro a tempo indeterminato rappresentano la forma comune dei rapporti di lavoro”, la Direttiva 2008/104/CE non prevede l’eccezionalità del lavoro tramite agenzia rispetto al lavoro alle dipendenze dirette dell’utilizzatore, ma al contrario, lo promuove attraverso un processo di  progressiva liberalizzazione, indirizzato alla rimozione di “limitazioni” e “restrizioni” alla realizzazione delle fattispecie interpositorie.
Solo così si può realizzare “un mercato del lavoro dinamico e flessibile, capace cioè di contribuire alla creazione di occupazione di qualità, di stimolare lo sviluppo delle imprese, oltre che di tutelare l’occupazione e l’occupabilità dei cittadini”. 

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