La disoccupazione ha raggiunto livelli impressionanti. Serve un impegno costante da parte tutti gli operatori del
mercato del lavoro, in modo tale che fondare la nostra Repubblica sul lavoro,
non rimanga solo un principio scritto nel primo articolo della nostra Carta
Costituzionale.
Le prolungate tensioni sui mercati finanziari
internazionali, foriere di crisi occupazionali, le pesanti conseguenze
sull’economia reale, le nuove proposte che hanno animato in questi ultimi mesi,
i dibattiti su come rinnovare il mercato del lavoro, meritano una risposta
responsabile da parte di tutti gli attori politici ed economici.
Il dibattito che da
anni investe l’Europa e sul quale da parecchio tempo l’Italia è chiamata a fare
qualcosa dall’Unione Europea, è legato a un ossimoro concettuale: l’idea di
coniugare l’esigenza di flessibilità imposta dal mercato, con le garanzie di
sicurezza dell’occupazione di ogni lavoratore. L’ossimoro starebbe nella
“flessibilità sicura”, capace di garantire competitività alle imprese e allo
stesso tempo, di fornire ai lavoratori, sostegni attivi e passivi.
Quale migliore risposta? Rafforzare il ruolo strategico delle agenzie per il lavoro e incentivarlo almeno normativamente. Solo così si potrà contribuire a generare valore per tutti, lavoratori, aziende e Paese.
Nessun commento:
Posta un commento