Il contratto di
somministrazione di lavoro, contribuisce a trasformare la flessibilità in
entrata dei contratti temporanei, in un contratto stabile nel tempo.
Anche le Segreterie Nazionali delle tre Confederazioni sindacali, CGIL, CISL e
UIL in un loro documento congiunto di gennaio 2012, chiesero un intervento
forte e deciso al Governo, per la semplificazione e la riduzione delle
tipologie di lavoro flessibile che confluiscano in forme contrattuali, che
siano rivolte verso la stabilizzazione.
In particolare il lavoro
somministrato è un modello che potrebbe riassorbire molte delle altre tipologie contrattuali
atipiche esistenti, così che il
lavoratore somministrato, non debba più sentirsi un “precario” ma possa, a
ragione, ritenersi una “risorsa” richiesta dalle aziende che necessitano delle sue qualificate
prestazioni lavorative.
Con il nuovo CCNL e con la "acausalità" prevista dal Decreto Poletti, per la somministrazione di lavoro si aprono nuove
opportunità che consentono a questo contratto di essere sempre più
competitivo con gli altri strumenti di flessibilità presenti nel nostro
ordinamento.
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