lunedì 3 febbraio 2014

Il problema non è la Polonia di el condor pasa

Che in Italia siamo abituati a guardare la malattia senza preoccuparci delle cause è fatto certo, e non può quindi meravigliarci il gran baccano che su ogni organo di informazione è alimentato dallo spavento di vedere la desertificazione industriale oramai alle porte. 
L’Electrolux ha annunciato una forte cura dimagrante alla sua struttura italiana impostandola su tagli tanto alle retribuzioni quanto agli organici degli stabilimenti produttivi dislocati al nord del nostro paese. Alternativa la chiusura degli stabilimenti e lo spostamento in Polonia, dove la pressione fiscale e le retribuzioni assicurano profitti ad un gruppo che comunque non è in crisi, produce utili. Quindi la crisi spesso richiamata quale causa della perdita di industrie in questo caso non è la giustificazione. 
Dobbiamo pensare a cosa siamo noi e cosa sono gli altri paesi. Cosa offriamo noi oggi alle multinazionali? Un paese nel caos politico, un fisco opprimente derivante da una spesa pubblica fuori controllo, un mercato del lavoro rigido, infrastrutture arretrate, una giustizia civile borbonica ed un futuro plumbeo quanto le nubi che coprono i nostri cieli in questi giorni. Il problema non è la Polonia, poiché per noi il problema è una competizione che va oltre i confini europei, e si chiamano India, Cina, Brasile e via discorrendo. Il problema siamo noi stessi. La dimostrazione? La Germania poco si preoccupa che il costo del lavoro sia più alto che in Polonia o altri stati emergenti, anzi sono una opportunità poiché producono in questi paesi mantenendo dentro i confini la ricerca e tutto lo sviluppo ad alto valore agigunto. Semplicemente perché hanno ammodernato tutto ciò che era necessario per non perdere il treno di una economia diversa da quella di quaranta anni fa, più o meno il palo a cui siamo rimasti agganciati noi. E le parole oramai sono troppe. Fatti. O cambiamo strada o il futuro dei nostri figli sarà l’agricoltura, non i servizi. Ed il mondo del lavoro? Se non applichiamo misure come quelle sperimentate altrove, dove ad esempio i dipendenti pubblici possono essere trasferiti dove necessari rischiamo di non incidere sui costi improduttivi e quindi liberare risorse per assicurare la flessibilità necessaria  al nostro sistema paese.

1 commento:

  1. Sono perfettamente d'accordo con te abbiamo un paese nel caos politico, un fisco opprimente, un mercato del lavoro rigido, infrastrutture arretrate. Il problema siamo noi. Mi piace

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