Che in Italia siamo abituati a guardare la malattia senza preoccuparci delle
cause è fatto certo, e non può quindi meravigliarci il gran baccano che su ogni
organo di informazione è alimentato dallo spavento di vedere la desertificazione
industriale oramai alle porte.
L’Electrolux ha annunciato una forte cura
dimagrante alla sua struttura italiana impostandola su tagli tanto alle
retribuzioni quanto agli organici degli stabilimenti produttivi dislocati al
nord del nostro paese. Alternativa la chiusura degli stabilimenti e lo
spostamento in Polonia, dove la pressione fiscale e le retribuzioni assicurano
profitti ad un gruppo che comunque non è in crisi, produce utili. Quindi la
crisi spesso richiamata quale causa della perdita di industrie in questo caso
non è la giustificazione.
Dobbiamo pensare a cosa siamo noi e cosa sono gli
altri paesi. Cosa offriamo noi oggi alle multinazionali? Un paese nel caos
politico, un fisco opprimente derivante da una spesa pubblica fuori controllo,
un mercato del lavoro rigido, infrastrutture arretrate, una giustizia civile
borbonica ed un futuro plumbeo quanto le nubi che coprono i nostri cieli in
questi giorni. Il problema non è la Polonia, poiché per noi il problema è una
competizione che va oltre i confini europei, e si chiamano India, Cina, Brasile
e via discorrendo. Il problema siamo noi stessi. La dimostrazione? La Germania
poco si preoccupa che il costo del lavoro sia più alto che in Polonia o altri
stati emergenti, anzi sono una opportunità poiché producono in questi paesi
mantenendo dentro i confini la ricerca e tutto lo sviluppo ad alto valore
agigunto. Semplicemente perché hanno ammodernato tutto ciò che era necessario
per non perdere il treno di una economia diversa da quella di quaranta anni fa,
più o meno il palo a cui siamo rimasti agganciati noi. E le parole oramai sono
troppe. Fatti. O cambiamo strada o il futuro dei nostri figli sarà
l’agricoltura, non i servizi. Ed il mondo del lavoro? Se non applichiamo misure
come quelle sperimentate altrove, dove ad esempio i dipendenti pubblici possono
essere trasferiti dove necessari rischiamo di non incidere sui costi
improduttivi e quindi liberare risorse per assicurare la flessibilità
necessaria al nostro sistema paese.
Sono perfettamente d'accordo con te abbiamo un paese nel caos politico, un fisco opprimente, un mercato del lavoro rigido, infrastrutture arretrate. Il problema siamo noi. Mi piace
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