Dopo
cinque anni da quel lontano Luglio 2008, l’11 settembre Assolavoro e le
Organizzazioni Sindacali (Felsa CISL, Nidil CGIL e Uiltemp), hanno siglato
l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL del comparto delle agenzie per il
lavoro, con la quale vengono definiti i punti di rinnovo del vigente contratto
collettivo di lavoro.
La scorsa settimana sono ripresi gli incontri della trattativa sindacale e il 27 gennaio è stata siglata un’intesa tra le parti, sulla decorrenza al 1 gennaio 2014 dell’accordo di settembre 2013.
La scorsa settimana sono ripresi gli incontri della trattativa sindacale e il 27 gennaio è stata siglata un’intesa tra le parti, sulla decorrenza al 1 gennaio 2014 dell’accordo di settembre 2013.
I
lavoratori interessati da questo rinnovo sono circa 470 mila in un anno,
secondo i dati del passato anno, con circa 80 agenzie per il lavoro, per un
totale di circa 2500 filiali.
In
termini generali l’intesa si pone l’obiettivo di creare nuove opportunità di
sviluppo della somministrazione, individuando nuove modalità contrattuali che
consentano alla somministrazione di essere sempre più competitiva con gli altri
strumenti di flessibilità presenti nel nostro ordinamento.
Con
questo accordo si tendono a coniugare le esigenze di tutela dei lavoratori con
quelle di flessibilità delle aziende.
In
attesa della stesura definitiva, prevista per febbraio, nello specifico, i
contenuti più importanti riguardano:
·
il passaggio da una "stabilizzazione" (assunzione a
tempo indeterminato) passiva ad una "stabilizzazione"
volontaria e incentivata. L’incentivo è in favore dell'agenzia per il lavoro
che assume il lavoratore a tempo indeterminato;
·
si introduce un divieto di licenziamento per giustificato motivo
oggettivo nei primi 12 mesi dall’assunzione e l’obbligo di assumere a
tempo indeterminato in caso di applicazione ad un contratto di staff
leasing;
·
la rimodulazione della procedura oggi prevista dall’art.23bis,
ovvero la procedura introdotta dal contratto del 2008
in caso di “mancanza di occasioni di lavoro”, con
l’introduzione di tempi e costi certi;
·
il rafforzamento delle relazioni sindacali, con l’assegnazione di
più ampie funzioni alle commissioni sindacali territoriali. E'
previsto l’istituzione del ruolo del Delegato Regionale di Agenzia ed
il rafforzamento del ruolo e dei compiti delle Commissioni Sindacali
Territoriali;
·
la rimodulazione delle attività formative: dalle azioni di
sistema, alla formazione di base e formazione continua;
·
l’introduzione in via sperimentale di una somministrazione a tempo
determinato con monte ore minimo garantito per il lavoratore (in specifici
settori turismo, GDO, logistica, alimentare, agricoltura,TLC e servizi
alla persona). Si fa riferimento ad un regime di orario che consente
all'impresa utilizzatrice di richiedere le prestazioni del lavoratore
somministrato solo quando sono necessarie.
Questo accordo è strategico nel migliorare la
quantità e la qualità dei posti di lavoro. Le agenzie per il lavoro si sono dimostrate in questi anni
un soggetto efficace sia nell'intermediare domanda e offerta di lavoro, sia
nell'inserimento delle persone in percorsi formativi e di continuità
professionale, sia nell’accompagnare i lavoratori in percorsi di ricollocazione
professionale. In questo senso avvalersi di
soggetti competenti e che rappresentano una vera e propria infrastruttura sul
territorio consente notevoli vantaggi per persone, aziende e sistema produttivo
del Paese. Ed ecco perché la parola
flessibilità, portata avanti dalle agenzie per il lavoro non deve essere mai
più confusa da nessuno con precarietà, in quanto è una flessibilità “buona” e
sicura.
Il ruolo delle Apl a mio parere è strategico ma servirebbe una maggiore presa di posizione verso il Governo in modo da farlo riconoscere chiaramente.
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