Quando
i cani antidroga entrano dentro un istituto onnicomprensivo (asilo, elementari e medie) a Milano ovvero dove ogni giorno entrano bimbi dai tre ai
quattordici anni, capisci che parlare di prevenzione al primo contatto diventa
non solo importante ma fondamentale.
Un'allarme
lanciato dai dirigenti scolastici dell’istituto che parlano di emergenza droga.
Colpisce una simile operazione ma certo non deve sorprendere.
E’ compito delle istituzioni pubbliche impegnarsi in una
politica seria, volta a riparare situazioni di disagio personale e sociale, tra
le quali emergono la crisi della famiglia, principio e fondamento della società
umana, la disoccupazione giovanile, la casa, i servizi socio-sanitari, il
sistema scolastico.
Lo Stato ha per compito di vegliare al benessere dei
cittadini. L’aiuto dello Stato ai cittadini deve rispondere al principio
dell’equità e della sussidiarietà: cioè deve innanzitutto proteggere, fosse
anche contro se stesso, il più debole e povero della società. Non ha dunque il
diritto di dimettersi dal suo dovere di tutela di fronte a coloro che ancora non
hanno avuto accesso alla maturità e che sono vittime potenziali della droga.
Dobbiamo essere seriamente preoccupati per i nostri figli. La droga arriva come un fulmine a ciel sereno e poi te ne accorgi quando è troppo tardi
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