Grazie a campagne mediatiche efficaci e alle varie istanze impegnate nella prevenzione del consumo di droga,
si può ottenere un cambio di atteggiamento nei confronti delle sostanze
stupefacenti, in modo tale che chi usa
droga non sia visto più come un trasgressore da imitare, ma come una persona
che ha dei problemi, e quindi, da aiutare ma non certo da imitare.
Anche quando più volte si usa in
maniera spregiativa il termine “tossico”, ci si deve ricordare che la
tossicodipendenza è un grave errore di valutazione, ma se una persona sbaglia è
compito della società, di noi tutti, tendergli la mano e aiutarlo a rialzarsi.
Il mondo della droga è cambiato: si
è aperto un mercato di largo consumo per cocaina, droghe sintetiche e i
derivati dei cannabinoidi.
La grande differenza con il
passato è che si consuma droga non per estraniarsi, ma per integrarsi e il
consumo diviene un aspetto socializzante e caratterizzante del gruppo di
appartenenza. Da qui il recente invito di Papa Francesco ai giovani della
Diocesi di Piacenza, di “andare
controcorrente, riscoprendo i valori della bellezza, della bontà e della
verità”.
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