“L’Italia è una Repubblica democratica,
fondata sul lavoro”.
Il lavoro non è soltanto un mezzo per vivere, ma anche un
valore in sé, perché contribuisce a realizzare la nostra umanità, ci fa sentire
utili alla società e agli altri, contribuendo così a dar significato alla
nostra esistenza. Pertanto, ognuno di noi desidera fare un lavoro che lo
realizzi come uomo e che al contempo gli consenta di condurre una vita
dignitosa e sicura. Questo ideale però, raramente si può raggiungere nella sua
interezza.
Il lavoro appartiene alla condizione originaria dell’uomo
e come diceva il Santo Padre, Giovanni Paolo II, va visto
“nel quadro più ampio di un disegno divino, utile ai
singoli per la realizzazione dello scopo fondamentale della loro vita”,
mentre “l’impegno dell’occupazione di
tutte le forze disponibili, è un dovere centrale dell'azione degli uomini di governo,
politici, dirigenti sindacali ed imprenditori e, le autorità responsabili, sono
preposte perché mettano
mano ai provvedimenti necessari a garantire ai lavoratori la giusta
retribuzione e la stabilità” [1].
In queste parole
troviamo un invito forte a un impegno costante per tutti gli operatori del
mercato del lavoro, in modo tale che fondare la nostra Repubblica sul lavoro,
non rimanga solo un principio scritto nel primo articolo della nostra Carta
Costituzionale.
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