sabato 13 ottobre 2012

L'Euro è di destra di Salvatore Andolina

Oggi ospite del mio blog, c'è l'Ing. Salvatore Andolina, Dirigente del Partito Democratico di Siracusa

Cos'è la destra, cos'è la sinistra? si chiedeva il grande Giorgio Gaber; senza scomodare nessuna teoria Macroeconomica, possiamo provare a dare risposta a questa semplice domanda basandoci sul nostro senso comune. Normalmente da un politico di Destra ci sentiremo dire che lo stato deve indietreggiare lasciando al privato ( più efficiente) la gestione di alcune funzioni, che le tasse devono essere abbassate, che lo stato sociale ci costa troppo ed incentiva le persone all'inoperosità.
Un politico di Sinistra obietterà che le tasse svolgono un ruolo centrale nel garantire a tutti i cittadini un assistenza minima, che mentre lo Stato è garante dell'interesse generale, il privato non lo è essendo guidato dalla logica del profitto.
In altre parole la ridistribuzione della ricchezza fra le varie classi sociali diventa un tema centrale per comprendere quanto una politica sia di destra o di sinistra.

Veniamo all'Euro e cerchiamo di applicare le medesime categorie a quanto è successo in questi ultimi anni nei paesi dell'Eurozona.
La storia ci insegna che quando un paese è alla ricerca di un mercato di sbocco per le proprie esportazioni cerca di convincere in giro qualcuno ad accettare un aggancio alla propria moneta. Il motivo di questa scelta è banale,  ci si vuole mettere al riparo dalla svalutazione, ossia della più elementare arma difensiva degli stati nei confronti dell'invasione delle merci estere. Per usare una metafora calcistica si invita ad una sfida un paese, pretendendo che il suo portiere giochi con le mani legate.
La storia è piena di questi esempi ultimo in ordine cronologico l'aggancio  al dollaro della moneta argentina, il pesos. In una prima fase questa scelta determina un ingente afflusso di capitali, i quali attratti da tassi d'interesse più alti e al sicuro dalla svalutazione si buttano a capofitto verso quel paese. I politici sono ben lieti di brindare a quest'ingente afflusso di capitali ed i loro faccioni cominciano a capeggiare le principali  testate giornalistiche. Crescita, più ricchezza, meno disoccupazione, la folla acclama i nuovi salvatori della patria.
Quando il capitale si sposta così repentinamente, generalmente, anzi sempre, tende a costruire fantasmagoriche bolle. In altre parole anziché concentrarsi sulla costruzione di infrastrutture o imprese   preferisce lucrare sulla crescita del valore di alcune attività improduttive. L'esempio più classico è rappresentato dalla bolla immobiliare. Nel paese in crescita,  ci sarà un aumento dell'inflazione causato dall'aumento della domanda di beni e ciò, in poco tempo, renderà i propri prodotti più cari e meno competitivi rispetto a quelli esteri. Il nostro bel paese comincerà ad importare più di quanto esporta, e presenterà a fine anno un saldo negativo delle partite correnti. Come finanzierà secondo voi questo sbilanciamento? Ma è chiaro, indebitandosi e generalmente lo fa col paese alla cui moneta è agganciato.

 
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Osservate il grafico precedente. Non notate niente di strano? Il debito pubblico Greco negli anni duemila è stato stabile, in alcuni anni in discesa, ma comunque un po' al di sopra del 100% rispetto al Pil. Ed allora cosa succede nel 2007? Perchè questa impennata pazzesca?
Adesso guardiamo la linea verde, la quale rappresenta il debito estero (privato); ci accorgiamo che il debito estero nello stesso periodo è passato dal 5 al 100 % rispetto al PIL. Avete capito? Mentre la stampa Nazional-Popolare continuava a concentrarsi sul debito pubblico la serpe veniva covata nel seno. Ma nessuno ha avvertito i Greci che continuando ad importare beni dalla Germania si stavano indebitando fino al collo?
La risposta è ovvia; certamente che no. Alla Germania faceva comodo avere un mercato di sbocco a pochi chilometri di distanza, a cui inoltre, prestava soldi per comprare i propri beni.
Nel 2007 scoppia la crisi dei subprime, i mercati entrano nel panico ed in poco tempo le banche si accorgono di essere  troppo esposte con la Grecia ed i paesi periferici. Ritirando i capitali, le banche  provocano l'esplosione dei tassi d'interesse nei paesi periferici, PIGS, il debito pubblico schizza alle stelle.
A questo punto il paese sotto attacco può rispondere solo in un modo; libera le mani al proprio portiere, si sgancia dalla moneta di riferimento (il dollaro per l'Argentina, l'Euro per la Grecia) e cerca quantomeno di pareggiare la partita. In Argentina questo è stato fatto col Corralito ( blocco del prelievo dai conti correnti),  e successivamente  lasciando fluttuare liberamente la propria valuta. 
L'Argentina  riuscì a tornare alla crescita economica con grande forza; il PIL aumentò del 8.8% nel 2003, del 9.0% nel 2004, del 9.2% nel 2005, del 8.5% nel 2006 e del 8.7% nel 2007. I salari sono saliti in media ad un tasso del 17% annuo dal 2002 (con un salto al 25% annuo nel maggio 2008),[3] ed i prezzi al consumo hanno in parte accompagnato questo innalzamento (fonte wikipedia).
Memori di questa esperienza cosa ci dicono i nostri Soloni Made in Bocconi? Ci dicono che il problema è il debito pubblico, che dobbiamo tagliare, licenziare, essere più produttivi, evviva l' Austerità.
Arriviamo dunque al nocciolo del problema, perchè la Germania è più produttiva? Perchè inonda i mercati con le sue merci?
 
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È bene sapere che in Germania un governo di sinistra, in realtà di destra ( cos'è la destra, cos'è la sinistra ritorniamo al problema iniziale) ha rimesso in moto il proprio paese, dando mazzate nei denti ai propri lavoratori, precarizzando il lavoro e contraendo la propria domanda interna (Agenda 2010); mentre in Italia i salari sono rimasti stabili nell'ultimo decennio, in Germania sono crollati ( guardare il grafico) . Il governo Tedesco inoltre, avviò un piano di sostegno alle imprese che lo portò a sforare i vincoli di bilancio Europei (nel 2003) , la famosa regola del 3% che impedisce ai comuni Italiani di pagare in tempo i fornitori.

Non ci credo direte voi; non sono stati i fannulloni Greci a violare i patti o gli Italiani spreconi interessati solo alla pizza e al mandolino? Non sono stati i PIGS?(sgradevole e razzista acronoimo per Portogallo, Italia, Grecia, Spagna)
Giunti a questo punto riuscite benissimo a capire che se un paese contrae  la propria domanda interna, importa meno beni dalla periferia; meno lavoratori tedeschi andranno in vacanza in Grecia , o compreranno capi firmati Italiani. Ma le politiche comunitarie non dovevano essere coordinate? Perchè la Germania fa la guerra commerciale alla Grecia o all'Italia o alla Spagna? L'euro non doveva servire per cercare di competere col Brasile con l'India o con la Cina, insomma col Mondo?
Semplice la Germania non vuole cooperare perché ci considera un mercato di sbocco. Il nostro premier Monti anziché chiedere maggiori sacrifici al suo già stremato popolo, non poterebbe più semplicemente chiedere a Frau Merkel di sostenere la propria domanda interna? Certo che no; dobbiamo dare mazzate sui denti ai lavoratori come ha fatto la Germania in patria. Così facendo crollerà  anche la nostra domanda interna e le nostre aziende chiuderanno i battenti, visto che non riusciranno a vendere i loro prodotti neanche in patria. Svariati premi Nobel, Krugman, Stiglitz, stanno avvertendo l'Europa spiegando, in maniera  semplice, come politiche di  austerità aggravino la crisi. Ma che ci vuoi fare noi abbiamo la Bocconi mica possiamo perdere tempo ad ascoltare economisti di Harvard o premi Nobel.
Allora dico io, è di sinistra un Europa che ci chiede di fare una gara in cui  è più bravo chi si accanisce di più contro i propri lavoratori e le loro famiglie? Siamo sicuri che questa Europa non si trasformi in una nuova repubblica di Weimar allargata?
Un ultimo aneddoto; noi abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle una simile esperienza.
La Sicilia è un importatore netto di beni; cioè consumiamo più di quanto  produciamo, all'incirca un 15% annuo. Dunque perché la Sicilia non ha fatto la fine della Grecia in questi anni? Semplice, perché la Sicilia attraverso la fiscalità nazionale riceve le risorse necessarie ad indebitarsi. In altre parole esiste un patto scellerato fra la classe dirigente del Nord e del sud Italia. Io sono il Nord, sono  produttivo e lo stato mi tassa; tu politico terrone, ti prendi i soldi e li sperperi in assunzioni e clientele, cosicché al Sud non crescano attività produttive in grado di far concorrenza alle mie. In questo modo il SUD riceve ogni anno 45 miliardi di euro di trasferimenti, ma nel contempo ne riversa più di 65 sottoforma di acquisti di merci del nord. La Lombardia ad esempio ha il 50% del suo export verso il sud Italia.
In 150 non siamo riusciti, per via di questo patto, ad eliminare il divario tra Nord e Sud; anzi negli ultimi 20 anni nascono i movimenti celoduristi che pretendono un freno a quest'emorragia di liquidità dal Nord al Sud.
Ora ritorniamo al caso Europeo  una moneta unica è sostenibile solo se, come prevede la teoria delleAree Valutari Ottimali, ci sia o un  coordinamento fiscale o un integrazione fiscale. La prima opzione non è condivisa dalla Germania, visto che non viene in soccorso dei paesi periferici sostenendo la propria domanda interna.
La seconda opzione, come abbiamo visto, non ha funzionato in Italia, anche se comunque ha garantito per 150 anni la sostenibilità del sistema; ma  vi immaginate i contribuenti tedeschi accettare una tassazione  ridistribuitiva in favore dei Greci o degli Italiani? 
Purtroppo queste domande così semplici sfuggono dal dibattito politico per malafede o impreparazione della nostra classe politica. Ciò purtroppo, porta ad una delegittimazione che favorisce una svolta a destra. Paradossalmente Grillo in questa fase è funzionale a tale disegno, delegittimando questi cialtroni porterà ad un nuovo governo tecnico che concluderà il lavoro sporco già cominciato dai professori. Un lavoro di destra!

Per diletto
Ing. Andolina Salvatore


I grafici sono stati presi dal sito www.goofynomics.blogspot.com blog del Prof. Alberto Bagnai.


4 commenti:

  1. Ho letto con molto interesse l'articolo e benchè vi ritrovi spunti interessanti e fatti corrispondenti alla realtà non posso non far osservare che l'argomentazione soffra di un vizio di fondo, ovvero confondere la formazione dell'unione europea ed il suo scopo con l'istituzione dell'euro. Ritengo che non si possa immaginare l'UE come un progetto di Destra: basti pensare da cosa scaturisce, ovvero dal post - seconda guerra mondiale, o a Jacques Delors, estensore del famoso Libro Bianco (e noto fautore della seconda sinistra francese). L'applicazione della moneta unica, l'Euro, non è ne di destra ne di sinistra, pocihè è una conseguenza naturale di un processo che purtroppo, e qui concordo con l'articolo, manca di passi intermedi necessari al funzionamento del sistema (non può esserci unità senza armonizzazione fiscale, ma addirittura giuridica direi). Petr il resto ciò che paesi forti come la Germania hanno messo in atto verso i deboli stati affacciati sul mediterraneo sarebbe avvenuto anche in regimi di monete differenti.
    Dobbiamo certo osservare che la teoria monetarista è tornata in auge con i governi dei tecnici, ma è una fase del ciclo storico dell'economia. Prepariamoci al meglio ad una nuova fase keynesiana: questo dovrebbe essere il compito di ciascun buon amministratore.
    Ultimo ma non meno importante: i fallimenti sociali delle classi politiche non hanno colore,ed hanno un notevole impatto sull'andamento economico (e questi giorni lo dimostrano, le ruberie non hanno appartenenza politica, purtroppo).

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  2. Le politiche di austerità stanno aggravando la crisi. Guardare il ddl di martedi, mi abbassi l'IRPEF e mi alzi l'iva e mi metti un tetto di 3000 euro su detrazioni e il risultati e' mi aumento la pressione e mi invito a stare attento alle spese. dobbiamo spingere per rilanciare economia così torniamo indietro. Ciao Giulia

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  3. Caro Andrea non ho detto che l'idea Europea è di destra; ho detto semplicemente che le ricette necessarie alla sua tenuta presuppongono un prolungamento di politiche di Austerità. Questo perché uno dei paesi non sostiene la propria domanda interna e pretende di fare guerre commerciali ai paesi periferici. Ho chiarito come la teoria delle aree valutari ottimali prevede coordinamento o integrazione fiscale cosa che la Germania non vuole. Per il resto vedo che condividi con me l'analisi critica alla teoria monetarista, ma vedi che non è tornata in auge adesso; da trent'anni è diventata dogma e i suoi esponenti sono ai posti di comando.

    Per Giulia concordo pienamente, infatti cito il premio nobel Krugman, e la critica alle politiche di austerità. Ma c'è lo chiede l'Europa e se non obbediamo ci rimandano i tecnici.

    Salvo Andolina

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  4. Caro Salvo,
    il punto è nella tua risposta al mio commento: l'euro viene oggi sostenuto da politiche monetariste, ovvero di destra intrisa di finance thinking, ma sarebbe possibile sostenerlo con politiche di altro tipo, keynesiane tra le altre. Quanto ci viene richiesto oggi è frutto degli indirizzi politici, quindi delle elezioni svolte nei vari paesi. Forse vedremo qualche cambiamento, speriamo.
    Non illudiamoci comunque: il ruolo egemone della Germania non cambierà con il cambiamento delle teorie macroeconomiche in voga, sempliecemente perchè è la struttura del paese ed i fondamentali microeconomici che ne sanciscono il ruolo (si veda la "produttività").
    Un saluto.

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