A rifletterci
sarebbe una domanda da non porre visto che eticamente è corretto pagare beni e
servizi, come stabilito in un contratto e previsto
dal DL 231 del
2002.
Vero è che
l'interesse moratorio, per natura, contiene una parte che intende risarcire un
danno, ma.... nessuno dice ad un debitore: "ehi, sai che
penso che sei un delinquente?" .... potrebbe esserlo ma in quel caso
parleremmo di truffe e non voglio inoltrarmi in questo campo, sul quale, tuttavia, avrei
tanto da raccontare.
Applicare gli
interessi vuol dire riportare ad equità una transazione commerciale, rapporto
che è diventato iniquo per ragioni che non dipendono strettamente dal
debitore. Quest'ultimo non si deve sentire inseguito, è noto che il Credit
Crunch ha
ridotto le disponibilità liquide delle aziende, che la recessione
economica in atto genera sfiducia e deprime i consumi. Ma è noto anche che il
denaro ha un valore e deve essere remunerato.
In arrivo anche
delle novità normative: L'applicazione della
nuova direttiva europea 2011/7/UE sui ritardati pagamenti ribadisce che le
condizioni di pagamento possono essere al massimo di 30 giorni
(con alcune
deroghe) e che in caso di ritardo ci "sarebbe un tasso da pagare".... ieri il
senato ha approvato il testo che dovrebbe approdare a fine
legislatura.
La speranza è che
una norma ci aiuti a superare aspetti culturale che rendono normale
l'applicazione degli interessi e ancora di più l'incasso degli
stessi
Mario Tatto
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