Per i trafficanti di droga
ogni via di comunicazione e' buona per generare miliardi di dollari di
profitti. Dopo gli aerei e le navi, i cartelli sudamericani si affidano sempre
di piu' ai sottomarini per far approdare sulle coste africane i loro carichi di
cocaina destinata al mercato europeo.
I rapporti pubblicati in
questi ultimi anni dall’Unodc hanno rivelato che l'Africa occidentale e'
diventata una rotta di transito imprescindibile per il traffico di cocaina tra
il continente sudamericano e l'Europa. Colpa della posizione geografica
strategica di questa regione del continente africano dove la corruzione e la
debolezza delle strutture di controllo e di polizia sono una manna per i
narcotrafficanti.
I trafficanti di droga
dispongono di mezzi sempre piu' sofisticati, tra cui i sottomarini.
Non si tratta di sottomarini
nucleari o militari ma di semi-sommergibili che possono essere acquistati sul
mercato internazionale a un prezzo che varia dai due ai tre milioni di euro.
Secondo la guardia costiera americana,
di solito questi sottomarini usati per il narcotraffico vengono costruiti nelle
foreste delle Colombia e sono progettati in modo da poter affondare rapidamente
per sfuggire ai controlli della autorità.
Sono di solito lunghi meno di 30 metri , hanno un
equipaggio di quattro o cinque persone e possono trasportare fino a 10
tonnellate di cocaina.
Questo tipo di imbarcazioni è spesso
impiegato per il contrabbando nel Pacifico.
L'ultima
risorsa sono i siluri che con l'aiuto del Gps sono in grado di rintracciare in
mare i carichi di droga, anche a distanza di tempo. Alcuni dei missili
rinvenuti sono vecchi, altri piu' recenti, e la maggior parte sono artigianali.
Per
fabbricarli i narcos non esitano a ricorrere all'aiuto d’ingegneri appena
laureati, che disegnano elaborate combinazioni di tubi metallici, poi
assemblati e saldati. Principalmente i missili imbottiti di droga e denaro vengono assicurati
alla chiglia delle imbarcazioni, pronti per essere sganciati nel caso di
controlli, ma capita anche che vengano lanciati da elicotteri o aerei, e
recuperati in un secondo momento, con l'ausilio di localizzatori satellitari.
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