Dal 27 giugno del 2010 ho iniziato il
mio nuovo mestiere di padre della mia piccola bimba Cristina.
Il
ruolo di papà, a volte, è quello di lasciare che i nostri figli cadano.
Il compito è quello del non fare; guardare da
lontano e lasciare fare al bimbo la sua esperienza, senza nessuna apprensione o
timore.
Bisognerebbe tenerli nel nostro palmo semiaperto,
consentendo loro di provare a volare, ma offrendo sempre un riparo ed un luogo
dove tornare. Gratuitamente.
E senza chiedere loro nulla in cambio. Difficile, probabilmente ma è una sfida
che io accetto. E' un mestiere entusiasmante.
Ne è un esempio la parabola del figliol
prodigo che troviamo nel Vangelo di Luca e Matteo.
Il figliol prodigo esita a riprendere la strada
di casa dopo essere andato via sbattendo la porta. Sa infatti che
allontanandosi dal padre, ha compiuto un gesto di rivolta verso di lui.Lo ha reso triste, lo ha offeso e umiliato.
Al suo ritorno confessa di non meritare più di
essere considerato suo figlio e chiede al padre di riaccoglierlo a casa come
garzone.
Il padre sollecitato dall’amore in nome del bene ristabilisce con lui
il rapporto di alleanza che li ha sempre legati, gratuitamente e con amore
misericordioso.
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