mercoledì 19 settembre 2012

Condivisione

Per vivere meglio, dovremmo imparare tutti la lezione della convivenza. 
Non parlo di convivenza con la propria famiglia di origine, con il proprio partner e con i propri figli, con gli amici o con i colleghi di lavoro, ma di convivenza civile ovvero della condivisione di valori (e religioni) e di culture differenti all'interno della societa' e con i popoli che ci circondano nel Mediterraneo. Le terre bagnate da questo splendido e unico mare sono cosi diverse, ma la comunanza di questo enorme specchio di acqua impone il dovere della convivenza di diversi popoli e di differenti culture. 
Platone diceva che "i popoli si affacciano su questo mare come tante rane in un grande stagno". Allora per far dialogare senza fatica tutti i popoli che affacciano su questo enorme "stagno" e' fondamentale cercare di interpretare ed accettare le infinite sfaccettature di queste genti, ma sopratutto comprendere che le diversita' e le differenze ci arricchiscono.

1 commento:

  1. Giusto. Ma non solo... Credo che l'Italia abbia una fondamentale difficoltà di comunicazione anche con gli altri Paesi europei, al di là delle Alpi. Una certa arroganza di fondo ci fa sempre attribuire questo tratto agli altri (si veda i recenti malumori verso i tedeschi) invece di cercare di imparare dall'esperienza altrui. Verso i nostri vicini "di stagno" invece abbiamo spesso sentimenti di disprezzo. L'Italia come una vecchia signora inacidita, che rimpiange le glorie del passato?

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