L’attività di contrasto all’evasione fiscale ha attraversato varie fasi nella storia del nostro Paese, da criteri ispirati a logiche repressive che hanno visto l’accentuazione degli obblighi contabili e formali, l’inasprimento delle sanzioni, il ricorso generalizzato a metodi di accertamento induttivi basati su automatismi, a criteri ispirati alla logica della cosi detta “tax compliance” fondata su istituti che mirano a semplificare gli adempimenti ed a stimolare l’adempimento spontaneo dell’obbligo tributario in una diversa ottica dei rapporti tra fisco e contribuente. Il quadro che emerge sul tema in questi ultimi anni si basa sui seguenti punti:
· il fenomeno dell'illegalità fiscale è in continua progressiva espansione;
· la politica dei controlli nel corso degli anni ha individuato molteplici strumenti di contrasto all’evasione, che non sembrano però aver dato una soluzione accettabile al problema;
· i risultati più significativi sotto il profilo del gettito sono stati ottenuti attraverso i condoni, che hanno avuto ricadute anche sul versante dei controlli;
· le dimensioni raggiunte dall’evasione ed il trend di recupero dimostrano che anche un auspicabile maggior impegno delle strutture civili e militari ben difficilmente potrà rappresentare un deterrente per un rientro significativo dall'illegalità fiscale.
Vorrei partire da una riflessione: il furto è un reato ritenuto riprovevole dalla società: prendere un succo di frutta al supermercato senza "passare alla cassa" può comportare l’arresto ed un processo penale con relativa condanna. Non pagare le imposte per milioni di euro, male che vada, può comportare qualche sanzione amministrativa, peraltro fortemente ridotta dai ricorrenti condoni. Eppure, è di tutta evidenza che la sottrazione di qualche milione di euro arreca alla collettività danni concreti ben più gravi del furto del succo di frutta, poiché equivale a minori risorse disponibili per i servizi sociali, per la sanità, per l’istruzione dei nostri figli. Senza considerare la concorrenza sleale che un contribuente infedele fa a tutti i componenti della sua categoria che, invece, si comportano in modo fiscalmente corretto. Ma il furto della cosa privata colpisce la collettività, che da esso si sente in qualche modo minacciata, mentre il furto della cosa pubblica viene tollerato e, talvolta, percepito come una furbizia.
Da qui, dunque, bisogna partire, dalla riscoperta del valore della legalità fiscale. E’ necessario porre fine ai tanti atteggiamenti di comprensione e di tolleranza: si è spesso sentito dire che molte imprese, se avessero pagato tutte le imposte, avrebbero chiuso poiché non sarebbero state più competitive. Il termine evasione fiscale indica quindi tutti quei metodi volti a ridurre il prelievo fiscale da parte dello Stato sul contribuente attraverso la violazione di specifiche norme fiscali da parte di quest'ultimo. Gli effetti dell'evasione fiscale non sono solo economicamente, ma anche eticamente riprovevoli in quanto:
- si ha una riduzione delle entrate dello Stato e delle risorse per la collettività;
- si peggiora la qualità dei servizi pubblici per diminuzione delle uscite;
- si diminuiscono i fondi disponibili per finanziare per la crescita economica;
- si vanifica parzialmente la redistribuzione del reddito pianificata dal legislatore;
- si aumenta il livello di tassazione e di pressione fiscale sui contribuenti;
In aggiunta a questi effetti diretti si possono considerare alcuni fattori secondari:
· lo Stato deve limitare le risorse sulla spesa pubblica quali Sanità, Istruzione e Welfare, fatto che tende a gravare maggiormente sui meno abbienti;
· non tutti i cittadini possono evadere le tasse con la stessa facilità: i privati cittadini hanno maggiore facilità rispetto ai dipendenti pubblici;
· evasori parziali o totali, dimostrando redditi inferiori alla realtà, possono usufruire di servizi o facilitazioni (come bonus fiscali, assegni famigliari, sconti su tasse scolastiche, edilizia sovvenzionata) sottraendo tali risorse a chi invece spetterebbero di diritto e di necessità.
Un fronte vitale per la nostra democrazia è l’impegno di contrasto all’evasione fiscale. Difficile sottrarsi all’impressione che non tutto sia stato finora messo in campo per rimuovere questo problema, che sta soffocando l’economia. Bisogna che gli onesti si sentano stimati, e i virtuosi siano premiati. Sono tanti i cittadini per bene e le famiglie che adempiono positivamente i loro compiti per gettare la spugna con l’ennesimo condono.
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