Un anno fa conoscevamo per la prima volta Papa Francesco.
La semplicità delle parole e (soprattutto) dei gesti del nuovo Papa, ci hanno colpito. Il suo sorriso mi ha ricordato senza dubbio quello mite di Papa Giovanni Paolo I, ma soprattutto il sorriso di un padre affettuoso. La sua comunicazione non verbale mi ha trasmesso l'immagine di un uomo buono, infatti, il linguaggio del corpo è una forma molto importante di comunicazione e spesso è capace di rilevare molto dell'indole di un uomo: il gesto delle mani che proteggono e custodiscono, quando appena eletto invocava la protezione della Madonna sul Papa emerito Benedetto XVI, è stato per me un qualcosa di unico, come se avessi davanti un Papa Papà, capace di amare, proteggere e perdonare senza condizioni.
In un mondo in cui sembra vincere l'aggressività, il 13 marzo dello scorso anno ho avuto l'idea di avere davanti un uomo mite.
In un mondo in cui sembra regnare l'arroganza, un anno fa ho avuto l'idea di un uomo umile e semplice.
In un mondo in cui l'assenza di moralità sembra soffocare la coscienza, il suo spirito di preghiera è stato illuminante. Grazie Papa Francesco
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