Anche se siamo nel nuovo millennio, le donne rispetto agli uomini
vivono ancora situazioni di subordinazione e discriminazione.
Oggi è la giornata internazionale della donna, una giornata per molti inutile, ma invece necessaria per ricordare le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Un problema devastante “protetto dall’omertà sociale nei confronti di crimini che vengono considerati cultura corrente, spesso dalle donne stesse, inconsapevolmente condizionate dal contesto in cui vivono”. Anche in Italia i numeri delle donne vittime di violenza sono impietosi e descrivono un paese culturalmente arretrato.
L’uomo afferma la propria
predominanza attraverso la forza, segno chiaro di un decadimento costante.
Senza voler dare un senso sociologico a queste poche righe possiamo trovare la
radice nell’impostazione della nostra società, in cui la donna ha un ruolo come
madre ma quasi mai come componente paritetico dei nuclei base (famiglia,
azienda, comunità).
Ci si
potrebbe quasi accontentare del vedere la donna come madre, se non fosse che
questo paese deprime qualsiasi aspirazione.
Le madri
hanno il solo diritto di accudire i figli ma non possono pensare di portare
avanti nessuna delle attività che prima della gravidanza le occupava. E nulla
vale se alle spalle ci sono anni di lavoro, studi, ricerca scientifica o
imprenditoria.
Solitamente
hanno contratti precari che fulmineamente vengono rescissi. Una violenza che
genera tutte le altre.
Una società che porta le donne a dover scegliere se avere il proprio ruolo
nella società o dare continuità alla specie è una società ancorata al medioevo,
lontana dai paesi nordici a cui spesso si ispira. Sono inutili le discussioni
sulle quote rosa, lo Stato dovrebbe tutelare i diritti base delle donne intanto
potenziando i servizi all’istruzione.
Come può una madre che guadagna 600€ al mese portare il figlio al nido, se il
padre è un normale impiegato, se poi il nido ha un costo mensile pari allo
stipendio? I servizi pubblici: destinati a evasori e raccomandati.
Il femminicidio inizia qui.
In questa giornata così ricca di significato, i Soul
Revolution decidono di lanciare il loro nuovo video, "Scars":
brano scritto il 25 Novembre in
occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Buona Visione
Una società che porta le donne a dover scegliere se avere il proprio ruolo nella società o dare continuità alla specie è una società ancorata al medioevo, lontana dai paesi nordici a cui spesso si ispira. Sono inutili le discussioni sulle quote rosa, lo Stato dovrebbe tutelare i diritti base delle donne intanto potenziando i servizi all’istruzione.
Come può una madre che guadagna 600€ al mese portare il figlio al nido, se il padre è un normale impiegato, se poi il nido ha un costo mensile pari allo stipendio? I servizi pubblici: destinati a evasori e raccomandati.
Il femminicidio inizia qui.
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