Ci sono posti di lavoro che
restano permanentemente scoperti per mancanza di manodopera dotata della qualificazione necessaria per occuparli. E' una notizia "curiosa" se associata al dato della disoccupazione giovanile che supera il 40%. Per dirla in maniera più semplice domanda e offerta di lavoro non si incontrano.
Alla base di questa contraddizione tipica italiana ci sono tre grandi problemi:
in primo luogo il difetto di informazione ovvero i giovani italiani ignorano quello che serve per lavorare;
poi la carenza di formazione
professionale mirata agli sbocchi occupazionali effettivamente esistenti;
infine la scarsa mobilità geografica
dei lavoratori. E'un problema cruciale
che riguarda le nostre istituzioni, le aziende e la scuola.
Le aziende lamentano competenze non
adeguate alle mansioni da svolgere, che possono riguardare la formazione, la necessaria esperienza e alcune competenze trasversali (capacità di
lavorare in gruppo, capacità di problem solving, flessibilità e adattamento,
ecc.) per assolvere l’incarico da parte dei candidati. E’ un problema sostanziale, che investe quasi in pari misura laureati e
diplomati.
Le agenzie per il lavoro garantiscono oggi la soluzione più efficace per contribuire a risolvere questo problema: come
operatori polifunzionali, seguono non
solo l’azienda, ma anche il lavoratore dal punto di vista dell’orientamento,
della formazione, di quella che è la gestione della carriera. Proprio le
agenzie, più di ogni altro attore del mercato, hanno gli strumenti per
favorire, la ripresa del mercato occupazionale. Si sono
dimostrate in questi anni un soggetto efficace sia nell'intermediare domanda e
offerta di lavoro, sia nell'inserimento delle persone in percorsi formativi e
di continuità professionale, sia nell’accompagnare i lavoratori in percorsi di
ricollocazione professionale.
In
questo senso avvalersi di soggetti competenti e che rappresentano una vera e
propria infrastruttura sul territorio consente notevoli vantaggi per persone, aziende e
sistema produttivo del Paese.
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