venerdì 27 dicembre 2013

"Non rompermi e lasciami libero di farmi una canna" di @scaccoalladroga

Sabato scorso mi sono imbattuto in 3 ragazzi che si “facevano una canna”, di fronte all’entrata di una metro. Decido di fermarmi a parlare con loro.Gli chiedo l’età e loro mi rispondono che sono del 1998. Gli chiedo di smettere di fumare quella porcheria e loro mi rispondono trattandomi male, sputando sentenze e deridendomi: “Non lo sai che la cannabis è usata in medicina per fini terapeutici in molti Paesi?”. Vi assicuro che l’atteggiamento del capetto di turno, era saccente di uomo vissuto come se davanti avesse un suo coetaneo.
Inizio a riflettere con lui che spesso la parola terapeutico non vuol dire salutare e lo invito di controllare sul suo Iphone 5, gli effetti collaterali di un antidepressivo che di fatto ha un effetto terapeutico. Il capetto si secca e mi manda a quel paese, invocando il suo sacrosanto diritto di farsi una canna. Gli rispondo che la sua libertà finisce nel momento in cui può danneggiare un altro. Gli spiego che l’esperienza comune dimostra che l’uso voluttuario della cannabis costituisce un problema sociale molto serio pur non comportando, per quantità non eccessive, una forte dipendenza psichica né una precisa dipendenza fisica. Essa, infatti, può dar luogo, quando l’assunzione non è sporadica, ad esperienze di netto tipo psichedelico e dispercettivo, oltre a modificazioni sostanziali della personalità, anche se come per tutte le sostanze stupefacenti, ogni persona reagisce diversamente e i rischi possono variare secondo il consumo. Concludo dicendo di andare a spiegare questa sua libertà ai familiari di una persona deceduta, perché un’altra persona libera si è voluta fare una canna e si è messa alla guida. O di spiegarla alla mamma di Davide che dopo la canna è passato alla Ketamina e poi lo hanno trovato a 17 anni con una siringa attaccata al braccio. La sua risposta con un sorriso saccente è che Davide se lo è cercato perchè era un tossicodipendente.
Gli chiedo ogni quanto ti fai una canna? Lui serenamente tutti i giorni. Allora sei anche te un tossicodipendente.
Il problema è che fino a quando si fa vedere che chi usa la cannabis, si riesce ad alzare da una sedia a rotelle non si va da nessuna parte.
Finita la mia chiacchierata noto che gli altri due avevano buttato la canna e che con i loro occhi dubbiosi mi guardavano.

1 commento:

  1. bravo! hai avuto coraggio... oltre che aver fatto un bel gesto umano.

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