''L'Italia è tenuta a rispettare la direttiva Ue sul ritardo dei pagamenti alle imprese'' da parte della pubblica amministrazione, e ''se non lo farà dovrò avviare una procedura infrazione''.
E' l'avvertimento rilanciato dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani su Twitter ieri mattina, reagendo ai dati 2013 pubblicati dal 'Sole 24 Ore' in base a cui il 60% delle fatture restano non pagate.
I ritardi dei pagamenti delle transazioni commerciali sono un grande problema in quanto portano le imprese ad esporsi con le banche erodendo quei pochi utili che rimangono. L'accumulato di non pagato da parte della Pubblica amministrazione è di circa 60 miliardi di euro, che diventano 100 con il credito privato. Un cifra che, essendo pagamenti non fatti, costituisce un debito e una cifra enorme di oneri finanziari.
E' auspicabile quindi il rispetto immediato in Italia della direttiva 2011/7/UE che mira a rafforzare le tutele delle imprese contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
La nuova direttiva prevede una disciplina differenziata per i pagamenti nelle transazioni commerciali tra imprese e per quelli tra pubbliche amministrazioni e imprese. La direttiva precisa che è auspicabile che i termini di pagamento pattuiti contrattualmente tra le imprese non superino generalmente 60 giorni e che eventuali termini più lunghi pattuiti non risultino gravemente iniqui per il creditore.Nelle transazioni tra imprese e pubbliche amministrazioni si prevede invece una vera e propria armonizzazione a livello europeo dei termini di pagamento e l’introduzione di un termine massimo di 60 giorni di calendario vincolante per i contratti con le pubbliche amministrazioni degli Stati membri, oltre il quale maturano gli interessi a favore delle imprese. In assenza di una previsione contrattuale, il termine di pagamento è invece di 30 giorni.
L' impresa sta pagando un tributo enorme a questa crisi. E’ giunto il momento che la politica dia un segnale forte di incoraggiamento, che il mondo del credito cessi di essere troppo distante dalle imprese.
E' fondamentale, altrimenti la domanda interna continua a crollare e le aziende si rivolgono alle banche soprattutto per sostenere le spese, per far fronte a problemi di liquidità.
Nessun commento:
Posta un commento