domenica 14 ottobre 2012

Crisi e incompetenza

Tempo fa l'amico Andrea Carbutti, nel suo primo post in questo blog, focalizzò la sua attenzione sul discorso sulla crisi di Albert Einstein del 1931.
Oggi ho il piacere anche io di fare alcune riflessioni sul tema.
Senza la crisi, non ci sono sfide che possono essere affrontate, analizzate e vinte. 
Se nella nostra strada non andiamo mai incontro a situazioni di crisi, noi continuiamo ad andare avanti come tutti i giorni senza farci troppe domande, rimanendo appesi alle nostre convinzioni.
La crisi una volta riconosciuta, non va subita passivamente, ma va affrontata e ci deve essere una continua ricerca per superarla.
La crisi riesce a forgiare il carattere, ma riesce anche a far sviluppare l'ingegno.
Nelle situazioni di crisi, il bello è che ogni ostacolo diventa una sfida e la vittoria, nel momento in cui ci sarà, darà un gusto diverso alla sfida.
Per vincere dobbiamo sapere individuare il nemico e dobbiamo avere la capacità di organizzarci. 
Per vincere, si pensa che basti la forza ma questa spesso non è sufficiente; serve astuzia, intelligenza, ma sopratutto la creatività.Questa è la più importante,  perchè porta nuove idee e nuove risorse e ci rende imprevedibili durante la battaglia.
Nel discorso sulla crisi, ciò che mi ha colpito è il concetto che la vera crisi è quella dell'incompetenza.
L'incompetente rifiuta di confrontarsi, segue sempre la stessa strada perchè ha paura della novità e di fronte alla diversità di situazione, reagisce rimanendo inerte. 
La competenza invece è sinonimo di merito e l'inerzia a mio parere non è altro che l'abdicazione della ragione.

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