Martedì, 21 ottobre 2014, la grande crisi non congiunturale che ha investito i meccanismi di fondo della produzione, della distribuzione e del consumo, ormai e'definitivamente alle spalle.
E'allora arrivato il momento di riflettere attentamente sull'accaduto.
Cosa non e'andato?
1) Siamo stati davanti ad un'economia senza valori che, viveva, si alimentava e cresceva su speculazioni finanziarie, ad una finanza "rapace" e degradata, che per lungo tempo ha allontanato da se' alcuni nobili principi: la fiducia, la sussidiarieta',la solidarieta'e il rispetto per la persona.
2) Eravamo di fronte a una corruzione insinuata ovunque, non solo nella pubblica amministrazione e nella politica, ma anche e sopratutto nei rapporti tra privati.
3) Siamo stati davanti ad un'Europa fondata su egosimi nazionali, incapace di essere Unione Europea. Il mercato unico ha rischiato di frantumarsi a causa degli eccessivi spread (differenziali dei rendimenti tra titoli di Stato dei paesi più fragili e quelli della Germania).
Quali sono state le soluzioni?
Un richiamo forte alla responsabilita', alla moralita' e alla coscienza.
Dare regole forti ai mercati.
Spingere ad un ritorno all'economia reale allontanandosi dalle speculazioni sulla carta.
Un ritorno ai principi che hanno ispirato l'Unione: la libera circolazione di beni, persone, servizi e capitali. Infine, a causa degli spread eccessivi, un accesso al credito per le imprese a condizioni simili in qualsiasi stato dell'Unione.
Nessun commento:
Posta un commento