mercoledì 22 gennaio 2014

In morte di un maestro di el condor pasa

Ho imparato tardi ad apprezzare la musica classica. Ho sentito in età matura che dietro le composizioni musicali arrivate a noi da Beethoven, Mozart, Bach o loro simili c'è un genio di cui dovremmo ringraziare il Creatore ogni giorno, perchè in esse trovano la sintesi tutte le bellezze della natura, la melodia di un creato che si esprime in forme vicine alla matematica ed ai flussi primari dei nostri corpi.
Ed oggi che salutiamo il maestro Abbado è necessario affidare al vento un saluto ed un ringraziamento per aver donato a tanta gente interpretazioni di queste opere capaci di svegliare l'anima, anche quella più dormiente. Ci rattristiamo nel pensiero che oggi nell'era della tecnologia e del mercato i giovani siano sempre più distanti dall'arte poichè qualche falso docente gli ha spiegato che con la cultura non si mangia. Impiegheremo moltissimo ad avere un sostituto degno del maestro Abbado, forse perchè intimamente convinto che per un genio che lascia il nostro mondo non vi siano le condizioni per poter eleggere un sostituto. Forse perchè nel nostro paese è difficile sentire dietro ai pilastri della cultura nazionale il rombo di qualcosa di nuovo che sta arrivando. Per aver perso il maestro Abbado sono triste e spero che vi sia per lui un posto dove continuare a dirigere orchestre, magari di angeli. Per la nostra triste realtà lo sono ancor di più e spero che l'artista che ci ha lasciato possa intercedere presso il Dio della musica affinchè ci doni ancora fortune come quelle di cui abbiamo usufruito anche se non lo meritiamo.

Addio maestro.

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