giovedì 19 dicembre 2013

La morte di un servitore silente

La morte di qualsiasi essere umano è dolorosa, è una tragedia, la morte è morte e merita profondo rispetto. 
Con la morte delle persone non si scherza. Essa è sacra quanto la vita di ogni individuo. 
Sono stato studente di scienze politiche, dal 1995 al 1999 e ricordo come se fosse ora, il 20 maggio del 1999, quando fu assassinato il Prof. Massimo D'Antona (docente di Diritto del Lavoro nella facoltà) sotto la sua abitazione, appena uscito di casa. 
Nella facoltà c’è una targa sulle scale che portano ai dipartimenti di Diritto e Economia che ricorda il Prof. Vittorio Bachelet, anche lui, come Massimo D’Antona, assassinato. 
Infine tutti ricordiamo la morte del Presidente Aldo Moro, che fu docente di Istituzioni di Diritto e Procedura Penale nella mia facoltà.

Il rispetto della "morte naturale" è doveroso, ma lo deve essere anche di più il rispetto della "morte violenta", di uomini rei di aver segnalato quanto accade nei Paesi più avanzati in tema di diritto del lavoro, rei di andare controcorrente, rei di dedicarsi a costruire un ponte tra il consenso di oggi e quello di domani, rei di essere stati studiosi al servizio dello Stato.

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