La morte di qualsiasi essere umano è dolorosa, è una tragedia, la morte è
morte e merita profondo rispetto.
Con la morte delle persone non si scherza. Essa è
sacra quanto la vita di ogni individuo.
Sono stato studente di scienze politiche, dal 1995 al 1999 e ricordo come se
fosse ora, il 20 maggio del 1999, quando fu assassinato il Prof. Massimo
D'Antona (docente di Diritto del Lavoro nella facoltà) sotto la sua abitazione,
appena uscito di casa.
Nella facoltà c’è una targa sulle scale che portano ai dipartimenti di
Diritto e Economia che ricorda il Prof. Vittorio Bachelet, anche lui, come
Massimo D’Antona, assassinato.
Infine tutti ricordiamo la morte del Presidente Aldo Moro, che fu docente
di Istituzioni di Diritto e Procedura Penale nella mia facoltà.
Il rispetto della "morte naturale" è doveroso, ma lo deve essere
anche di più il rispetto della "morte violenta", di uomini rei di
aver segnalato quanto accade nei Paesi più avanzati in tema di diritto del
lavoro, rei di andare controcorrente, rei di dedicarsi a costruire un ponte tra
il consenso di oggi e quello di domani, rei di essere stati studiosi al
servizio dello Stato.
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