giovedì 18 ottobre 2012
L'Unione Europea e gli egoismi nazionali
In questi giorni su questo blog si e'parlato più volte di Europa; ne hanno parlato con autorevolezza gli amici Andrea Martire, Salvo Andolina e Andrea Carbutti. La mia grande preoccupazione e'il rischio concreto dell'implosione di questa realta' (non idea) a causa del perpetuarsi degli egoismi nazionali. La crisi economica che da finanziaria e'passata ad impattare fortemente l'economia reale, e'divenuta un fattore di frammentazione e conflitto ulteriore tra gli Stati membri. Gli spread hanno danneggiato le imprese del sud europa, nonostante abbiano la stessa struttura e la stessa solidita' finanziaria di quelle del nord e la conseguenza di un pericolo di contagio anche sui paesi del nord, ha portato in auge nei paesi "virtuosi" politiche protezioniste. Quante volte leggiamo sui giornali o ascoltiamo dalle televisioni, su qualsiasi iniziativa, la Germania frena o l'Inghilterra minaccia il veto per difendere i suoi interessi? In generale, il diritto dell'Unione Europea è valido in tutti i 27 paesi membri dell'UE. In alcuni casi però gli Stati membri hanno negoziato alcuni "opt-out" dalla legislazione o dai trattati dell'Unione europea, ovvero non partecipano alle strutture comuni in un determinato campo e questo e' un controsenso in quanto mina l'idea stessa di unione. Tutto questo mi porta ad affermare con forza che il senso di responsabilita' dei leader europei deve prevalere sugli egoismi nazionali, altrimenti il rischio e'che l'Europa imploda su se stessa e di conseguenza viene minato il più grande successo dell'Unione europea: la libera circolazione di beni, persone, servizi e capitali. Io ci credo ancora.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento