venerdì 26 ottobre 2012

Il giovane choosy

Il comportamento disonesto della classe politica che ci ha accompagnato in questi anni, ha contribuito a rafforzare una dissafezione degli italiani verso la politica e allo stesso tempo ha portato a una forte spinta verso gli estremismi. Infatti, la globalizzazione, apre grandi orizzonti: aumento di scambi commerciali, scientifici e informativi in tutto il mondo, mobilità di persone e capitali. Al contempo essa crea tuttavia, una dinamica che si esplicita in minacce per la convivenza democratica dovute alla crescita delle disuguaglianze, nella separazione dell'economia dal controllo politico, nel ruolo sempre più importante assunto dalle multinazionali, nei movimenti migratori. Questa situazione d'indebolimento degli Stati spinge alcuni gruppi a cercare in movimenti favorevoli all'ultra nazionalismo, la protezione che lo Stato non è più in grado di offrire. Esiste una parte importante della classe politica, sia dalla parte di quelli che dovrebbero essere i rottamati, sia da quelli che dovrebbero essere i rottamatori (o il nuovo che avanza), che alla dignita' del lavoro a favore della collettivita' (che a detta di molti viene fatto per "missione" a 9.000 euro al mese), preferisce la poltrona, la tangente, lo scambio di favori e quella moltitudine di benefici che solo in Italia si possono trovare. La disoccupazione, che ha raggiunto livelli preoccupanti in Italia e nell'Eurozona e la crisi economica stanno facendo breccia nel cuore di tutti e contribuiscono ad inasprire in maniera impressionante la tensione sociale.
A tutto questo si aggiunge una dichiarazione del Ministro del Lavoro che definisce i giovani "choosy".
Il problema non e' sulla dichiarazione e 
il termine inglese utilizzato, ma e' la traduzione che da gran parte dei giornalisti e' stata data.
Purtroppo il termine e' stato tradotto in "schizzionoso", quando correttamente il significato della parola choosy vuol dire, fare molta attenzione nella scelta, ovvero difficile da accontentare. La vera traduzione dovrebbe essere "esigente" e su questo concordo pienamente con il Ministro Fornero.
Vorrei vedere coinvolgimento emotivo nei giovani.
Vorrei vederli esigenti nella scelta del percorso scolastico, nell'offerta formativa post diploma, esigenti nella scelta dell'eventuale master post laurea, esigenti mentre si fa un tirocinio formativo, esigenti e oculati nella scelta di un percorso che li porti ad affermare lavorativamente.
Vorrei dei giovani operosi, capaci di darsi da fare per se stessi, per la collettivita' e per lo Stato. Non si deve pretendere un lavoro a prescindere dall'impegno. Ricordiamoci che l'unico titolo di dignita' nella nostra Costituzione, e' il lavoro. Bisogna entrare però nel mercato del lavoro e non rimanere in attesa del posto ideale. Il Ministro afferma: "nel mercato ti devi attivare: devi entrare e magari migliorare, con la formazione, e devi metterti in gioco. Oggi i giovani italiani non sono nelle condizioni di essere troppo esigenti". Cosa c'e' di male in queste dichiarazioni? Per il Ministro, l'importante è entrare nel mondo del lavoro accettando anche il primo incarico. Salvo poi muoversi dall'interno per migliorare la propria posizione. È evidente che la Fornero non si riferiva ai giovani alla ricerca disperata di un'occupazione, ma a quelli che avendo conseguito la laurea si aspettano un'occupazione "all'altezza".  Ma ricordiamoci che avere una laurea, in Italia, non vuol dire avere la sicurezza di un posto di lavoro. La laurea non certifica il valore effettivo del singolo. Nel mio passato ho accettato un lavoro da commesso, anche se laureato, con contratto di lavoro interinale. Quella esperienza mi ha permesso di conoscere e apprezzare il ruolo commerciale, capire in cosa ero forte e in cosa dovevo migliorare. Se fossi stato esigente forse sarei rimasto senza lavoro.
Ministro Fornero, Le do ragione perchè con punte di disoccupazione tra i giovani sotto i 24 anni del 34%, c'è poco da scherzare. Soprattutto se la media 
dell'Unione Europea è ferma al 24% e cioè 10 punti sotto. Sarebbe meglio la prossima volta pero' usare termini che siano chiari e comprensibili da tutti per evitare misunderstanding. Concludo citando l'amico Andrea: "il nostro paese deve comunque rifondare la propria struttura altrimenti i volenterosi e affamati (per dirla alla Steve Jobs) li vedremo andare via".‬

1 commento:

  1. Anche per me il ministro ha ragione,ma serve una seria politica di incentivi per spingere le aziende ad assumere.La strada tracciata con la riforma va bene,serve qualche ritocco per coloro che perdono il posto di lavoro e non sono così giovani. Ciao

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