Da dove ha origine la crisi economica che stiamo ancora subendo? In questo post cerco di ripercorrere brevemente, le fasi salienti di questo lungo processo che ci sta accompagnando fino ad ora. Tutto ha origine nel 2007, negli Stati Uniti, con lo scoppio della "bolla immobiliare", con un'economia che mostrava i primi segni di sofferenza ed il mercato azionario che iniziava, il suo lungo e inesorabile declino (agosto 2007). La crisi quindi, affonda le sue radici - senza ombra di dubbio - nella finanza. La "deregulation" (ovvero quel processo di snellimento delle regole e delle leggi) del settore bancario (in Usa e poi in Europa), ha dato il via, infatti, alla nascita di prodotti finanziari fortemente rischiosi, la cui "debacle", ha aperto createri mostruosi, nei bilanci di molte grandi banche d'affari nel mondo (ricordiamo tutti i dipendenti della Lehman Brothers nel 2008, lasciare le loro scrivanie con le loro cose, dentro scatoloni di cartone).
Agli inizi degli anni 2000, il Governo Americano, richiese all'industria finanziaria di iniziare ad aumentare la frequenza di concessione dei mutui a consumatori che, in passato, potevano non aver avuto i requisiti necessari per ottenerlo. Questi mutui erano concessi a tassi molto elevati e quindi molto redditizi per tutti gli istituti finanziari che li concedevano. Le banche che erogavano il prestito, dovevano reperire poi i capitali e l'operazione si concretizzava nell'emissione di prodotti simili alle obbligazioni che, venivano venduti in tutto il mondo. Naturalmente, poichè i clienti dei mutui pagavano tassi molto alti, anche chi deteneva le obbligazioni legate ad essi, percepiva degli interessi superiori alla media del mercato. La ratio alla base di questi prodotti, era che erano proprio i sottoscrittori dei mutui, con il pagamento delle rate, a garanzia delle cedole e della restituzione del capitale. Come poteva essere evidente, una percentuale molto elevata dei sottoscrittori di questi mutui smise di pagare le rate dovute (per gli altissimi tassi), mandando cosi' in crisi tutto il sistema legato a questo settore.
Le prime ad entrare in crisi sono state le società specializzate nell'erogazione di questi mutui (definiti ''sub prime'' per lo stato della parte debitrice; un mutuo subprime è infatti, quello concesso ad un soggetto che non poteva avere accesso ad un tasso più favorevole nel mercato del credito). Successivamente hanno cominciato ad entrare in crisi le banche d'affari statunitensi che si occupavano della "cartolarizzazione" dei prodotti obbligazionari garantiti dai mutui "sub prime", infine gli investitori istituzionali. Tutti i mercati finanziari che avevano inizialmente sottovalutato la portata di questa crisi, furono invece rapidamente "travolti" da un'ondata di nervosismo e di pessimismo.
La crisi finanziaria susseguente, varco' l'oceano e arrivo' velocemente in Europa. Questa crisi si è evoluta, tra il 2010 ed il 2011, in crisi del debito sovrano. In questi due anni, molti Stati hanno visto il carico del debito, aumentare in maniera devastante, come diretta conseguenza dei piani di salvataggio messi in atto per il settore bancario e per l'ausilio di politiche fiscali espansive, per far fronte al passaggio da una crisi di carattere finanziario ad un stato di recessione nell'economia reale. L'aumento del peso di questo debito, ha conseguentemente innescato una forte speculazione finanziaria. Come diretta conseguenza, gli Stati del Sud Europa (Grecia, Spagna, Portogallo e Italia), si sono trovati nella condizione di dover pagare tassi di interesse insostenibili sull'emissione del debito sovrano, per riuscire a finanziarsi sul mercato dei capitali privati. Grazie pero' all'aiuto congiunto della BCE, della Commissione, del Fondo Monetario ed il nuovo meccanismo europeo di stabilità (MES), (finanziato nella maggiore parte dalla Germania), si e' impedito il fallimento annunciato della Grecia nel 2010. Ma gli aiuti ricevuti dalla Grecia, come quelli ricevuti successivamente dalla Spagna e dal Portogallo, sono stati vincolati all'adozione di pesanti misure di "austerity", consistenti in tagli ingenti nella spesa pubblica, che hanno sprofondato le economie in una recessione senza precedenti. Il debito eccessivo accumulato Grecia, Spagna e Portogallo, accomunati insieme ad Italia ed Irlanda dall'acronimo spregiativo PIIGS (la connotazione negativa, coniata da giornalisti economici inglesi, è evidente dal fatto che "pigs" in inglese significa maiali, a suggerire il cattivo stato delle economie di questi paesi), è stato addebitato alla gestione non adeguata, delle risorse finanziarie pubbliche nazionali. Il resto e' questione di questi ultime settimane, con il rischio concreto che l'Europa possa sprofondare a causa degli eccessivi "spread" e con continui vertici europei e dichiarazioni del nostro premier, volte a scongiurare questo rischio. Nell'ultimo vertice del 19 ottobre a Bruxelles, e'stato deciso che la BCE vigilera', sulle 6000 banche in Europa ed i controlli, saranno a regime nel 2014 (ma inizieranno nel 2013). Entro il 31 dicembre, il Consiglio e il Parlamento europeo dovranno delineare "il quadro legislativo". Per la piena operatività, invece, bisognerà attendere che la BCE, si sia attrezzata. Saranno poi i ministri delle Finanze dell'area Euro a definire i criteri in base ai quali le banche potranno chiedere gli aiuti ai fondi messi in campo dall'Europa. Sperando che alcuni importanti Stati riescano ad attendere...
Un'analisi molto chiara, lucida e non faziosa. Complimenti Daniela
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