giovedì 29 dicembre 2011

Lavoro

Il lavoro non è soltanto un mezzo per vivere, ma anche un valore in sé, perché contribuisce a realizzare la nostra umanità, ci fa sentire utili alla società e agli altri e così contribuisce a dar senso alla nostra esistenza.
Pertanto, ognuno di noi desidera fare un lavoro che lo realizzi come uomo e che al contempo consenta una vita dignitosa e sicura. Ma quest'ideale raramente si può raggiungere nella sua interezza. 
Già dal Vangelo possiamo trovare le fonti delle considerazioni sopra indicate: l'Antico Testamento presenta Dio come Creatore onnipotente, che plasma l'uomo a Sua immagine, lo invita a lavorare la terra e a custodire il giardino dell'Eden in cui lo ha posto.
Il lavoro quindi appartiene alla condizione originaria dell’uomo; non è perciò né punizione, né maledizione. Anche Gesù nella Sua predicazione insegna ad apprezzare il lavoro. Egli stesso, “divenuto simile a noi in tutto, dedicò la maggior parte degli anni della sua vita sulla terra al lavoro manuale, presso un banco di carpentiere”, nella bottega di Giuseppe, al quale stava sottomesso. 
Il lavoro, come diceva il Papa Giovanni Paolo II, va visto"nel quadro più ampio di un disegno divino" utile ai "singoli alla realizzazione dello scopo fondamentale della loro vita", mentre"l’impegno dell’occupazione di tutte le forze disponibili è un dovere centrale dell'azione degli uomini di governo, politici, dirigenti sindacali ed imprenditori" e le "le autorità responsabili" sono preposte "perché mettano mano ai provvedimenti necessari a garantire ai lavoratori la giusta retribuzione e la stabilità".
In queste poche parole troviamo una splendida definizione di lavoro ed un invito ad un impegno costante per tutti gli operatori del mercato del lavoro alla realizzazione di quanto previsto in tema di lavoro dalla nostra carta costituzionale.

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