Oggi è stata sgominata una cellula islamica a Bari dai Ros, con 6 arresti in Italia e all'estero. Secondo gli inquirenti, i componenti di questa cellula, facevano proselitismo e incitavano a compiere azioni suicide e avevano avuto stretti contatti con personaggi di spicco del terrorismo internazionale.
Il profilo preventivo assume un ruolo decisivo in questo tipo di indagini, infatti in questi tipi di reati lo sforzo delle forze dell'ordine non può essere indirizzato ad individuare un reato, ma ad evitarne in tutti i modi la realizzazione.
Complimenti alle forze dell'ordine, per essere arrivati in tempo, perché parafrasando l'ex capo della Polizia Antonio Manganelli, deceduto lo scorso mese, il successo per contrastare efficaciemente il terrorismo di matrice islamica, è "l' attività preventiva per cogliere l' humus ideologico religioso che sottende questo tipo di reati".
martedì 30 aprile 2013
"Adecco way to work" per essere vicini ai giovani che sono alla ricerca di un lavoro
Oggi 30 aprile, un evento straordinario e unico nel suo genere, accomunera' moltissime location in tutti il mondo: tutti i dipendenti di Adecco, l'agenzia per il lavoro leader nella gestione delle risorse umane, scenderanno nelle piazze e nelle università di più di 60 paesi per incontrare
i giovani sotto i 30 anni ancora senza occupazione e per aiutarli e consigliarli per orientarsi sul mercato del lavoro. Questo é il progetto "Adecco way to
work", partito nella notte in Australia.
In Italia saranno toccate più di 20 location su tutto il territorio nazionale che vedranno coinvolte centinaia di dipendenti Adecco da Nord a Sud (trovate tutti i dettagli sulle tappe italiane qui: http://www.adecco.it/waytowork) che aspetteranno i giovani per offrire consigli, sostegno, opportunità di partecipare a workshop formativi gratuiti e accesso a un sito web in cui navigare alla ricerca di informazioni utili e test attitudinali che possano aiutarli a capire meglio quali sono le competenze su cui puntare e quali settori offrono maggiori opportunità di impiego.
É stato scelto il target under 30, perché i giovani rappresentano la categoria più debole e vulnerabile, la categoria colpita con piu' violenza dalla crisi occupazionale, come dimostrano anche gli ultimi dati diffusi dall' Istituto nazionale di statistica a febbraio per cui in Italia, il tasso di disoccupazione giovanile é pari al 37,8%. Solo in Italia, sono oltre un milione i giovani che si sono affidati ad Adecco per la ricerca di un lavoro, scegliendolo come canale preferenziale di accesso al mercato del lavoro.
Per questo, con il programma "Adecco Way to Work", Adecco intende offrire un sostegno alle persone nella ricerca di lavoro, in particolare ai giovani per dare loro un motivo per continuare a coltivare sogni e speranze e rendere effettivo quanto previsto dall'art.4 della Costituzione, ovvero il diritto al lavoro.
Allora buon Adecco way to work a tutti.
In Italia saranno toccate più di 20 location su tutto il territorio nazionale che vedranno coinvolte centinaia di dipendenti Adecco da Nord a Sud (trovate tutti i dettagli sulle tappe italiane qui: http://www.adecco.it/waytowork) che aspetteranno i giovani per offrire consigli, sostegno, opportunità di partecipare a workshop formativi gratuiti e accesso a un sito web in cui navigare alla ricerca di informazioni utili e test attitudinali che possano aiutarli a capire meglio quali sono le competenze su cui puntare e quali settori offrono maggiori opportunità di impiego.
É stato scelto il target under 30, perché i giovani rappresentano la categoria più debole e vulnerabile, la categoria colpita con piu' violenza dalla crisi occupazionale, come dimostrano anche gli ultimi dati diffusi dall' Istituto nazionale di statistica a febbraio per cui in Italia, il tasso di disoccupazione giovanile é pari al 37,8%. Solo in Italia, sono oltre un milione i giovani che si sono affidati ad Adecco per la ricerca di un lavoro, scegliendolo come canale preferenziale di accesso al mercato del lavoro.
Per questo, con il programma "Adecco Way to Work", Adecco intende offrire un sostegno alle persone nella ricerca di lavoro, in particolare ai giovani per dare loro un motivo per continuare a coltivare sogni e speranze e rendere effettivo quanto previsto dall'art.4 della Costituzione, ovvero il diritto al lavoro.
Allora buon Adecco way to work a tutti.
lunedì 29 aprile 2013
Il programma di Governo
Il discorso del Premier Enrico Letta, contiene un programma do Governo europeista, ambizioso e condivisibile (caratteristico delle grandi intese). Un discorso che sembra un programma di legislatura, ma con un orizzonte temporale di breve periodo (18 mesi) "per arrivare al successo".
Questi i punti salienti su cui il Premier chiede la fiducia.
Ora alla prova delle parole, serviranno i fatti.
Legge elettorale
"Dobbiamo assumere l'impegno che quella di febbraio sia l'ultima elezione che si svolge con la legge vigente".
Politica economica
"Con crescita di solo debito il paese muore".
Politica e politiche
"Le forze politiche che sostengono il governo stanno dimostrando responsabilità verso il paese. L'opinione pubblica è esausta di risse inconcludenti. Ho imparato da Andreatta la differenza tra politica e politiche: se ci concentriamo sulla politica le nostre differenze ci immobilizzeranno, ma se ci concentriamo sulle politiche potremo rendere un servizio al paese".
Moralizzazione della politica
"Il primo atto del governo sarà quello di eliminare lo stipendio dei ministri che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità".
" La ricostruzione può partire solo dall'autocritica. Si è erosa la credibilità della politica e delle istituzioni".
Lavoro
"Estendere gli ammortizzatori sociali".
" La soluzione del tema degli esodati è una priorità di questo governo".
"Rilancio Apprendistato, modifiche della legge 92, defiscalizzazioni alle imprese".
Politica fiscale
"Ridurre le tasse sul lavoro, quello stabile e quello per i neoassunti. Una nuova politica fiscale sulla casa, riformare la tassazione sulla prima casa, a partire dalle rate di giugno".
Europa
Il nostro è un governo europeo ed europeista".
Lotta alla evasione
"Ferrea lotta all'evasione".
Piccole e medie imprese
"Sostenere le piccole e medie imprese, vero motore di sviluppo del nostro paese".
Questi i punti salienti su cui il Premier chiede la fiducia.
Ora alla prova delle parole, serviranno i fatti.
Legge elettorale
"Dobbiamo assumere l'impegno che quella di febbraio sia l'ultima elezione che si svolge con la legge vigente".
Politica economica
"Con crescita di solo debito il paese muore".
Politica e politiche
"Le forze politiche che sostengono il governo stanno dimostrando responsabilità verso il paese. L'opinione pubblica è esausta di risse inconcludenti. Ho imparato da Andreatta la differenza tra politica e politiche: se ci concentriamo sulla politica le nostre differenze ci immobilizzeranno, ma se ci concentriamo sulle politiche potremo rendere un servizio al paese".
Moralizzazione della politica
"Il primo atto del governo sarà quello di eliminare lo stipendio dei ministri che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità".
" La ricostruzione può partire solo dall'autocritica. Si è erosa la credibilità della politica e delle istituzioni".
Lavoro
"Estendere gli ammortizzatori sociali".
" La soluzione del tema degli esodati è una priorità di questo governo".
"Rilancio Apprendistato, modifiche della legge 92, defiscalizzazioni alle imprese".
Politica fiscale
"Ridurre le tasse sul lavoro, quello stabile e quello per i neoassunti. Una nuova politica fiscale sulla casa, riformare la tassazione sulla prima casa, a partire dalle rate di giugno".
Europa
Il nostro è un governo europeo ed europeista".
Lotta alla evasione
"Ferrea lotta all'evasione".
Piccole e medie imprese
"Sostenere le piccole e medie imprese, vero motore di sviluppo del nostro paese".
Osvaldo, l'emblema dell'incostanza romanista di Andrea Marta
Sembra che la Roma ed Osvaldo vadano a braccetto, più di quanto si possa pensare.
Accomunati nella discontinuità, nell'avere grandi potenzialità non pienamente sfruttate, generando non pochi rimpianti.
Già, perché dopo la tripletta messa a segno dal centravanti italo-argentino, con cui la Roma ha sonoramente spedito al tappeto il Siena di Iachini, ci si chiede che posto occuperebbe lo stesso Osvaldo ora nella classifica marcatori (oggi raggiunta quota 15) e la Roma nella classifica del campionato, qualora l'uno e l'altra avessero mostrato un po' più di costanza.
Credo che in pochi possano discutere le qualità tecniche dell'attaccante romanista; ci si può viceversa interrogare sull'aspetto caratteriale del giocatore, alla luce di quanto visto in queste due stagioni probabilmente il suo vero "tallone d'Achille" e l'aspetto che limita lui e la Roma.
Oltretutto già da tempo si pone, all'interno della tifoseria e della dirigenza, il dubbio di come comportarsi con Osvaldo nel prossimo calciomercato.
Da un lato i suoi limiti caratteriali che portano parecchi ad ipotizzare una sua cessione; dall'altro la preoccupazione relativa a chi potrebbe sostituirlo, cosa al di là di tutto non estremamente semplice considerando ciò che offre il panorama calcistico nazionale ed internazionale.
Roma dunque che dopo l'assurdo pari interno di Domenica scorsa contro l'ormai quasi spacciato Pescara ha finalmente regalato ai propri tifosi una giornata "tranquilla", ottenendo un roboante successo (4-0) alle spese del Siena che le consente di tornare a sperare concretamente in una qualificazione all'Europa League.
Un momentaneo quinto posto colto approfittando della nuova sconfitta dell'Inter, caduta in quel di Palermo (con rottura del tendine d'Achille per il capitano inossidabile Javier Zanetti, al quale vanno i nostri auguri di cuore) e del pari della Lazio a Parma. Da qui alla fine (quattro turni alla conclusione del torneo) l'impressione è che la troupe di Aurelio Andreazzoli dovrà guardarsi soprattutto dall'Udinese, formazione lanciatissima e reduce da una lunga serie di risultati positivi.
In casa giallorossa sarebbe fondamentale riuscire ad evitare che la finale di coppa Italia contro la Lazio, che si disputerà tra meno di un mese, si trasformasse in un drammatico "dentro o fuori" per la qualificazione alla prossima Europa League.In tale ottica, per quanto non semplice, sarà di vitale importanza conservare almeno il quinto posto in classifica occupato in questo momento dalla Roma.
Sabato prossimo al Franchi di Firenze il primo decisivo banco di prova, contro una Fiorentina in forma strepitosa e addirittura straripante nell'ultimo turno, dove si è imposta con un perentorio 3-0 in casa della sempre più preoccupata Sampdoria di Delio Rossi.
Poi la Roma riceverà all'Olimpico un Chievo praticamente già salvo, in quella che almeno sulla carta dovrebbe risultare una sfida piuttosto agevole.
Alla penultima di campionato un altro confronto estremamente complicato per i giallorossi, che andranno a fare visita al Milan pienamente coinvolto per la lotta al terzo posto, che sta contendendo proprio alla Fiorentina di Montella.
Quindi, per concludere, un Roma-Napoli che potrebbe rivelarsi non impossibile, dato che i partenopei potrebbero arrivare nella capitale con la pancia piena per un secondo posto ormai in "ghiaccio".
Staremo a vedere. Se i tifosi della Roma dopo tanto penare avranno l'onore di rialzare almeno un po' la testa o ci sarà ancora da soffrire. Speriamo di no.
Accomunati nella discontinuità, nell'avere grandi potenzialità non pienamente sfruttate, generando non pochi rimpianti.
Già, perché dopo la tripletta messa a segno dal centravanti italo-argentino, con cui la Roma ha sonoramente spedito al tappeto il Siena di Iachini, ci si chiede che posto occuperebbe lo stesso Osvaldo ora nella classifica marcatori (oggi raggiunta quota 15) e la Roma nella classifica del campionato, qualora l'uno e l'altra avessero mostrato un po' più di costanza.
Credo che in pochi possano discutere le qualità tecniche dell'attaccante romanista; ci si può viceversa interrogare sull'aspetto caratteriale del giocatore, alla luce di quanto visto in queste due stagioni probabilmente il suo vero "tallone d'Achille" e l'aspetto che limita lui e la Roma.
Oltretutto già da tempo si pone, all'interno della tifoseria e della dirigenza, il dubbio di come comportarsi con Osvaldo nel prossimo calciomercato.
Da un lato i suoi limiti caratteriali che portano parecchi ad ipotizzare una sua cessione; dall'altro la preoccupazione relativa a chi potrebbe sostituirlo, cosa al di là di tutto non estremamente semplice considerando ciò che offre il panorama calcistico nazionale ed internazionale.
Roma dunque che dopo l'assurdo pari interno di Domenica scorsa contro l'ormai quasi spacciato Pescara ha finalmente regalato ai propri tifosi una giornata "tranquilla", ottenendo un roboante successo (4-0) alle spese del Siena che le consente di tornare a sperare concretamente in una qualificazione all'Europa League.
Un momentaneo quinto posto colto approfittando della nuova sconfitta dell'Inter, caduta in quel di Palermo (con rottura del tendine d'Achille per il capitano inossidabile Javier Zanetti, al quale vanno i nostri auguri di cuore) e del pari della Lazio a Parma. Da qui alla fine (quattro turni alla conclusione del torneo) l'impressione è che la troupe di Aurelio Andreazzoli dovrà guardarsi soprattutto dall'Udinese, formazione lanciatissima e reduce da una lunga serie di risultati positivi.
In casa giallorossa sarebbe fondamentale riuscire ad evitare che la finale di coppa Italia contro la Lazio, che si disputerà tra meno di un mese, si trasformasse in un drammatico "dentro o fuori" per la qualificazione alla prossima Europa League.In tale ottica, per quanto non semplice, sarà di vitale importanza conservare almeno il quinto posto in classifica occupato in questo momento dalla Roma.
Sabato prossimo al Franchi di Firenze il primo decisivo banco di prova, contro una Fiorentina in forma strepitosa e addirittura straripante nell'ultimo turno, dove si è imposta con un perentorio 3-0 in casa della sempre più preoccupata Sampdoria di Delio Rossi.
Poi la Roma riceverà all'Olimpico un Chievo praticamente già salvo, in quella che almeno sulla carta dovrebbe risultare una sfida piuttosto agevole.
Alla penultima di campionato un altro confronto estremamente complicato per i giallorossi, che andranno a fare visita al Milan pienamente coinvolto per la lotta al terzo posto, che sta contendendo proprio alla Fiorentina di Montella.
Quindi, per concludere, un Roma-Napoli che potrebbe rivelarsi non impossibile, dato che i partenopei potrebbero arrivare nella capitale con la pancia piena per un secondo posto ormai in "ghiaccio".
Staremo a vedere. Se i tifosi della Roma dopo tanto penare avranno l'onore di rialzare almeno un po' la testa o ci sarà ancora da soffrire. Speriamo di no.
domenica 28 aprile 2013
Abbassare i toni: la tensione risente di un clima arroventato dall'odio
Quanto successo questa mattina a Piazza Colonna a Roma, ci deve far riflettere seriamente: si sono usati da tutti, toni troppo aspri e provocatori, che hanno accompagnato il percorso sfociato, prima, nelle elezioni, poi nella rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale, ed infine nella nascita del Governo Letta, sostenuto dall' insolita maggioranza, Pd, Pdl e Scelta civica.
Serve un appello alla responsabilità di tutti: in primo luogo c'e'necessità di rispondere all'emergenza sociale. Non c'è più un minuto da perdere.
Poi si devono abbassare i toni: questo clima carico di tensione non fa altro che alimentare la conflittualità sociale.
Si deve protestare se in disaccordo, ma mai utilizzare parole che possono esasperare gli animi.
Il gesto isolato di oggi, di un uomo che spara per uccidere è grave, ma il fatto che, come si apprende dai giornali, voleva colpire i Ministri e il Governo e che ha poi deciso di prendersela con coloro che non c' entravano nulla, ne aumenta la gravità.
Le persone soffrono i mali della disoccupazione e della miseria.
È evidente che in una situazione di crisi come questa basta poco per accendere un fuoco.
Ci sono stati troppi suicidi per pensare che prima o poi non sarebbe scattata anche la follia omicida.
La tensione risente di un clima arroventato dall'odio.
E ora di dire basta: è bene che ognuno smorzi i toni e rifletta che non si sta parlando mai di nemici di guerra.
Usare la violenza verbalmente può armare persone fragili attratte al massimo dalla violenza.
Servono gesti forti del nuovo Governo che diano speranza e serenità perché sullo sfondo c'e' disperazione.
Si devono fare le cose necessarie per riavvicinare i cittadini alle Istituzioni.
Serve un appello alla responsabilità di tutti: in primo luogo c'e'necessità di rispondere all'emergenza sociale. Non c'è più un minuto da perdere.
Poi si devono abbassare i toni: questo clima carico di tensione non fa altro che alimentare la conflittualità sociale.
Si deve protestare se in disaccordo, ma mai utilizzare parole che possono esasperare gli animi.
Il gesto isolato di oggi, di un uomo che spara per uccidere è grave, ma il fatto che, come si apprende dai giornali, voleva colpire i Ministri e il Governo e che ha poi deciso di prendersela con coloro che non c' entravano nulla, ne aumenta la gravità.
Le persone soffrono i mali della disoccupazione e della miseria.
È evidente che in una situazione di crisi come questa basta poco per accendere un fuoco.
Ci sono stati troppi suicidi per pensare che prima o poi non sarebbe scattata anche la follia omicida.
La tensione risente di un clima arroventato dall'odio.
E ora di dire basta: è bene che ognuno smorzi i toni e rifletta che non si sta parlando mai di nemici di guerra.
Usare la violenza verbalmente può armare persone fragili attratte al massimo dalla violenza.
Servono gesti forti del nuovo Governo che diano speranza e serenità perché sullo sfondo c'e' disperazione.
Si devono fare le cose necessarie per riavvicinare i cittadini alle Istituzioni.
Quando quello che è normale appare speciale, ma la politica doveva cambiare
Il giorno dell'incarico al nuovo Premier Enrico Letta, aveva destato scalpore l' immagine del vicesegretario del Pd che si recava al Quirinale con la sua monovolume personale. Per quale motivo? Spesso ciò che dovrebbe essere la normalità, nella nostra amata Italia appare come un qualcosa di speciale.
Un altro esempio per coloro che leggono da fuori Roma, è lo spot elettorale di un consigliere comunale di Roma che sui suoi manifesti elettorali in giro per la Capitale scrive: "votatemi, al consiglio comunale sempre presente". Ottimo ma si è fatto solo ed esclusivamente il proprio dovere, essere presenti al consiglio comunale. E come se un dipendente di un' azienda rivendicasse una promozione non per meriti ma per presenza in azienda.
Sul sito di Nicola Zingaretti, neo Governatore del Lazio, si legge da ieri: "Alla Regione Lazio abbiamo deciso che si va a lavorare usando mezzi propri o il trasporto pubblico.
Questo vale per me, per gli assessori, per i consiglieri.
E deve valere anche per i dirigenti delle Asl e degli ospedali. Per questo abbiamo avviato un censimento per conoscere quante auto di servizio ci sono nelle Asl, per ridurre il numero allo stretto indispensabile.
Eliminare i privilegi è un atto dovuto. Direttori generali, amministrativi e sanitari come chiunque altro che per i motivi più diversi disponga di un mezzo di servizio, dovrà utilizzarlo solo per finalità istituzionali e non come mezzo ad uso personale.
Questo vale per tutta la Regione, soprattutto nella sanità".
Sta finalmente iniziando la moralizzazione della politica: ottimo.
Purtroppo ci stiamo arrivando tardi, quando la frattura tra politica e società sembra insanabile, ma plaudiamo a questo nuovo inizio e cerchiamo di guardare avanti con fiducia.
Un altro esempio per coloro che leggono da fuori Roma, è lo spot elettorale di un consigliere comunale di Roma che sui suoi manifesti elettorali in giro per la Capitale scrive: "votatemi, al consiglio comunale sempre presente". Ottimo ma si è fatto solo ed esclusivamente il proprio dovere, essere presenti al consiglio comunale. E come se un dipendente di un' azienda rivendicasse una promozione non per meriti ma per presenza in azienda.
Sul sito di Nicola Zingaretti, neo Governatore del Lazio, si legge da ieri: "Alla Regione Lazio abbiamo deciso che si va a lavorare usando mezzi propri o il trasporto pubblico.
Questo vale per me, per gli assessori, per i consiglieri.
E deve valere anche per i dirigenti delle Asl e degli ospedali. Per questo abbiamo avviato un censimento per conoscere quante auto di servizio ci sono nelle Asl, per ridurre il numero allo stretto indispensabile.
Eliminare i privilegi è un atto dovuto. Direttori generali, amministrativi e sanitari come chiunque altro che per i motivi più diversi disponga di un mezzo di servizio, dovrà utilizzarlo solo per finalità istituzionali e non come mezzo ad uso personale.
Questo vale per tutta la Regione, soprattutto nella sanità".
Sta finalmente iniziando la moralizzazione della politica: ottimo.
Purtroppo ci stiamo arrivando tardi, quando la frattura tra politica e società sembra insanabile, ma plaudiamo a questo nuovo inizio e cerchiamo di guardare avanti con fiducia.
sabato 27 aprile 2013
Il nuovo Governo Letta
Il nuovo Premier Enrico Letta ha sciolto questo pomeriggio la riserva e ha letto la lista dei Ministri del suo nuovo Governo: Sottosegretario sarà Filippo Patroni Griffi, Vicepremier e Ministro degli interni Alfano, Enzo Moavero agli Affari europei, agli Affari regionali Graziano Delrio, Carlo Trigilia alla Coesione territoriale, Dario Franceschini ai rapporti col parlamento, Gaetano Quagliariello alle riforme, alle pari opportunità Josefa Idem, Cecile Kyenge all'immigrazione, alla pubblica amministrazione Giampiero D'Alia, agli affari esteri Emma Bonino, giustizia, Anna Maria Cancellieri si sposta alla giustizia, alla difesa Mario Mauro, Fabrizio Saccomanni all'economia, allo sviluppo economico Flavio Zanonato, ai trasporti e alle infrastrutture Maurizio Lupi, alle politiche agricole Nunzia De Girolamo, all'ambiente Andrea Orlando, al lavoro Enrico Giovannini, all'istruzione Maria Chiara Carrozza, ai Beni culturali Massimo Bray, alla salute Beatrice Lorenzin.
Quindi a mio parere un grande sforzo di novità di volti e di persone, con tecnici capaci e con molte sorprese: ci sono 7 donne, tanti giovani che hanno fatto bene e personalità di grande esperienza. Un Governo che potrebbe piacere anche all'Europa per l'età anagrafica del Premier e dei suoi componenti, per la maggioranza parlamentare che lo sostiene che sulla carta potrebbe facilitare le riforme e per alcune personalità vicine all' Unione Europea (dal Premier al Ministro degli Esteri).
Le evidenze a mio parere maggiori sono: Emma Bonino e la sua grande esperienza internazionale (non dimentichiamoci dei due marò che rischiano grosso), il Presidente dell'Istat Enrico Giovannini al Ministero delicato del lavoro e del welfare, la pluricampionessa olimpica Josefa Idem alle pari opportunità, Cecile Kyenge, primo ministro di colore nella storia della repubblica, il sindaco di Padova Zanonato allo sviluppo economico, (memorabile la sua battaglia condotta per la sicurezza con la creazione del "muro" di via Anelli, una barriera che isolava uno dei quartieri più a rischio di Padova per la forte presenza di immigrati irregolari), alla cultura Massimo Bray, direttore di ItalianiEuropei, il saggio Quagliariello, un arbitro neutrale stimata da tutti alla Giustizia ed infine la presenza di Bankitalia con Saccomanni forse più per rassicurare i mercati e l' Europa, la grande ossessione di Letta.
Il Presidente Napolitano ha voluto chiaramente delinearlo come un "governo politico, formato nella cornice istituzionale della nostra democrazia parlamentare. Era ed è l'unico governo possibile".
Sulla carta un esecutivo di grande qualità: ora da lunedì sarà il momento dei fatti e le forze politiche non dovranno tirarsi fuori perché non è più un Governo tecnico ma politico.
Quindi a mio parere un grande sforzo di novità di volti e di persone, con tecnici capaci e con molte sorprese: ci sono 7 donne, tanti giovani che hanno fatto bene e personalità di grande esperienza. Un Governo che potrebbe piacere anche all'Europa per l'età anagrafica del Premier e dei suoi componenti, per la maggioranza parlamentare che lo sostiene che sulla carta potrebbe facilitare le riforme e per alcune personalità vicine all' Unione Europea (dal Premier al Ministro degli Esteri).
Le evidenze a mio parere maggiori sono: Emma Bonino e la sua grande esperienza internazionale (non dimentichiamoci dei due marò che rischiano grosso), il Presidente dell'Istat Enrico Giovannini al Ministero delicato del lavoro e del welfare, la pluricampionessa olimpica Josefa Idem alle pari opportunità, Cecile Kyenge, primo ministro di colore nella storia della repubblica, il sindaco di Padova Zanonato allo sviluppo economico, (memorabile la sua battaglia condotta per la sicurezza con la creazione del "muro" di via Anelli, una barriera che isolava uno dei quartieri più a rischio di Padova per la forte presenza di immigrati irregolari), alla cultura Massimo Bray, direttore di ItalianiEuropei, il saggio Quagliariello, un arbitro neutrale stimata da tutti alla Giustizia ed infine la presenza di Bankitalia con Saccomanni forse più per rassicurare i mercati e l' Europa, la grande ossessione di Letta.
Il Presidente Napolitano ha voluto chiaramente delinearlo come un "governo politico, formato nella cornice istituzionale della nostra democrazia parlamentare. Era ed è l'unico governo possibile".
Sulla carta un esecutivo di grande qualità: ora da lunedì sarà il momento dei fatti e le forze politiche non dovranno tirarsi fuori perché non è più un Governo tecnico ma politico.
Trasporti pubblici locali: senso di responsabilità delle parti per porre fine a una polveriera
L'incertezza del quadro politico, che ha caratterizzato il nostro Paese in questi ultimi mesi, ha avuto come effetto quello di intensificare la conflittualità sociale, come hanno testimoniato le continue proclamazioni di sciopero nell'ambito del settore dei trasporti pubblici, non considerando quelle che, talvolta, si pongono al di fuori delle regole stabilite dalla legge, in particolare, nel trasporto pubblico locale. Nei mesi scorsi, anche grazie all'attività svolta dall'Autorità di garanzia, è stato riavviato il tavolo per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da oltre cinque anni e che riguardava migliaia di lavoratori.
Il Governo Monti (rappresentato dal Viceministro del lavoro Martone), nonostante la situazione, ha con grande senso di responsabilità, continuato a svolgere numerosi confronti con le parti sociali, fino a a sottoscrivere un accordo sperimentale che recepisce i punti di convergenza fin qui raggiunti nel corso della trattativa.
Questo accordo è importante sia per il senso di responsabilità delle parti, sia perché è stato per lungo tempo una polveriera con tensioni oltre ogni immaginazione.
Il Governo Monti (rappresentato dal Viceministro del lavoro Martone), nonostante la situazione, ha con grande senso di responsabilità, continuato a svolgere numerosi confronti con le parti sociali, fino a a sottoscrivere un accordo sperimentale che recepisce i punti di convergenza fin qui raggiunti nel corso della trattativa.
Questo accordo è importante sia per il senso di responsabilità delle parti, sia perché è stato per lungo tempo una polveriera con tensioni oltre ogni immaginazione.
Balcani: la regione al centro del traffico verso l’UE
La regione balcanica e' il centro del
contrabbando di droga verso e da i Paesi dell'Unione Europea. Il maggior numero
di gruppi criminali multinazionali e' concentrato in Kosovo, Macedonia e
Albania ed i cittadini di questi Paesi sono sempre piu' coinvolti nel
contrabbando di cocaina e eroina, mentre una parte dei fondi e' destinata al
finanziamento di gruppi armati.
L'eroina proveniente da Turchia e America Latina
viene depositata nei Balcani prima di essere trasportata nei Paesi dell’ Unione
Europea, mentre sostanze chimiche prodotte in Europa viaggiano nella direzione
opposta verso la regione balcanica.
Una delle maggiori organizzazioni criminali
impegnate nel traffico di droga in Europa, e' il “gruppo dell'Africa occidentale” composto in
massima parte da nigeriani, ma anche da cittadini di Paesi francofoni. Sono specializzati
nel traffico di cocaina, eroina, marijuana ed ecstasy.
Subito dopo viene la mafia albanese, attiva nel
traffico di ogni tipo di droga.
venerdì 26 aprile 2013
Pro Governo Letta di Andrea Morzenti
Sono stato un sostenitore di un governo a guida Enrico Letta fin dai primi giorni successivi alle elezioni di febbraio. Credo, infatti, che in un partito serio, chi non vince le elezioni debba prenderne atto, rassegnando le dimissioni. E non debba, invece, insistere nel cercare ad ogni costo un accordo per andare al governo. E questo, a mio avviso, avrebbe dovuto fare subito Pierluigi Bersani. Ma credo anche che, in un Paese normale, in caso di sostanziale pareggio elettorale sia doveroso che i principali partiti trovino un accordo di governo su pochi punti necessari, condivisi, prima di tornare nuovamente al voto. E che, nel caso dell'Italia, il governo debba essere politico (dopo l'esperienza del governo tecnico di Mario Monti) e guidato da un esponente di primo piano del partito di maggioranza. Ecco perché il nome di Enrico Letta mi è parso fin da subito naturale.
Un governo di scopo non di legislatura e non goverinissimo; poi, dopo un anno, di nuovo al voto. Per due motivi: primo, la principale causa di ingovernabilità è l'attuale legge elettorale, che quindi deve essere rivista; secondo, la situazione economica necessita subito di un governo. Ciò premesso, mi soffermo su due priorità che, a mio parere, dovrà avere il nuovo esecutivo.
Governabilità, per permettere, a chi vince le elezioni, di poter governare per l'intera legislatura dando esecuzione al programma presentato agli elettori.
Nuove norme sul lavoro, per consentire alle imprese di assumere lavoratori in modo più semplice e più certo.
Sul primo aspetto, credo che l'accordo possa essere trovato sulla base di uno "scambio" tra il Pd e il Pdl. Una riforma che preveda una legge elettorale a doppio turno, che consenta di votare i candidati e non (solo) i partiti, unita a una forma di presidenzialismo. A mio parere, aggiungo, anche il doppio turno elettorale deve essere inserito, almeno come principio generale, in Costituzione, al fine di "blindare" l'accordo su entrambi gli aspetti. E' necessario, ma soprattutto non più rinviabile il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari, punti su cui tutti concordano.
Sul secondo aspetto, il principale obiettivo ritengo debba essere la semplificazione dei canali di ingresso nel mercato del lavoro. Provo ad elencare alcuni punti:
1. superamento delle collaborazioni coordinate e continuative, comprese le collaborazioni a progetto, forma di parasubordinazione tipica del non essere "né carne né pesce" della normativa italiana; il lavoro deve essere autonomo oppure subordinato, senza dannose e astruse vie di mezzo.
2. semplificazione del contratto di somministrazione di lavoro (anche a seguito della recente sentenza della Corte di Giustizia dell'11 aprile 2013, che ne ricorda la non sovrapponibilità con il contratto di lavoro a tempo determinato) che, riporto le parole della direttiva 2008/104/CE, "risponde non solo alle esigenze di flessibilità delle imprese ma anche alla necessità di conciliare la vita privata e la vita professionale dei lavoratori dipendenti e contribuisce pertanto alla creazione di posti di lavoro e alla partecipazione al mercato del lavoro e all'inserimento in tale mercato"
- semplificazione del contratto di lavoro a tempo determinato; norme semplici, che ne prevedano la legittimità solo con riferimento alla durata complessiva (anche a seguito di più contratti) e alla percentuale di utilizzo rispetto ai lavoratori assunti a tempo indeterminato
- semplificazione del contratto di apprendistato, prevedendo la possibilità di raggiungere la durata complessiva del piano formativo anche in forza di più contratti e non necessariamente con un unico contratto, fermi restando gli obblighi percentuali, di legge, di conferma in servizio
Se il governo di Enrico Letta dovesse raggiungere questi obiettivi, avremmo davvero un mercato del lavoro un po' più dinamico ed inclusivo, come si auspica la Legge Fornero (L. n. 92/2012) e, con le prossime elezioni politiche, potremmo votare per un parlamento che potrà finalmente approvare le riforme necessarie per l'Italia, oltre che avere un governo di legislatura.
Fonte Ateniesi.it
Un governo di scopo non di legislatura e non goverinissimo; poi, dopo un anno, di nuovo al voto. Per due motivi: primo, la principale causa di ingovernabilità è l'attuale legge elettorale, che quindi deve essere rivista; secondo, la situazione economica necessita subito di un governo. Ciò premesso, mi soffermo su due priorità che, a mio parere, dovrà avere il nuovo esecutivo.
Governabilità, per permettere, a chi vince le elezioni, di poter governare per l'intera legislatura dando esecuzione al programma presentato agli elettori.
Nuove norme sul lavoro, per consentire alle imprese di assumere lavoratori in modo più semplice e più certo.
Sul primo aspetto, credo che l'accordo possa essere trovato sulla base di uno "scambio" tra il Pd e il Pdl. Una riforma che preveda una legge elettorale a doppio turno, che consenta di votare i candidati e non (solo) i partiti, unita a una forma di presidenzialismo. A mio parere, aggiungo, anche il doppio turno elettorale deve essere inserito, almeno come principio generale, in Costituzione, al fine di "blindare" l'accordo su entrambi gli aspetti. E' necessario, ma soprattutto non più rinviabile il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari, punti su cui tutti concordano.
Sul secondo aspetto, il principale obiettivo ritengo debba essere la semplificazione dei canali di ingresso nel mercato del lavoro. Provo ad elencare alcuni punti:
1. superamento delle collaborazioni coordinate e continuative, comprese le collaborazioni a progetto, forma di parasubordinazione tipica del non essere "né carne né pesce" della normativa italiana; il lavoro deve essere autonomo oppure subordinato, senza dannose e astruse vie di mezzo.
2. semplificazione del contratto di somministrazione di lavoro (anche a seguito della recente sentenza della Corte di Giustizia dell'11 aprile 2013, che ne ricorda la non sovrapponibilità con il contratto di lavoro a tempo determinato) che, riporto le parole della direttiva 2008/104/CE, "risponde non solo alle esigenze di flessibilità delle imprese ma anche alla necessità di conciliare la vita privata e la vita professionale dei lavoratori dipendenti e contribuisce pertanto alla creazione di posti di lavoro e alla partecipazione al mercato del lavoro e all'inserimento in tale mercato"
- semplificazione del contratto di lavoro a tempo determinato; norme semplici, che ne prevedano la legittimità solo con riferimento alla durata complessiva (anche a seguito di più contratti) e alla percentuale di utilizzo rispetto ai lavoratori assunti a tempo indeterminato
- semplificazione del contratto di apprendistato, prevedendo la possibilità di raggiungere la durata complessiva del piano formativo anche in forza di più contratti e non necessariamente con un unico contratto, fermi restando gli obblighi percentuali, di legge, di conferma in servizio
Se il governo di Enrico Letta dovesse raggiungere questi obiettivi, avremmo davvero un mercato del lavoro un po' più dinamico ed inclusivo, come si auspica la Legge Fornero (L. n. 92/2012) e, con le prossime elezioni politiche, potremmo votare per un parlamento che potrà finalmente approvare le riforme necessarie per l'Italia, oltre che avere un governo di legislatura.
Fonte Ateniesi.it
Il pensatore
Non è famosa come Le Penseur, la celebre scultura bronzea di Rodin , ma per me ha un suo grande fascino.
Rappresenta un uomo intento a una profonda meditazione.
Mi affascina perché è un esempio di disciplina e ascesi.
In questa scultura il pensiero è visto anche come grande sforzo muscolare, che esprime la tensione di tutte le fibre e i muscoli del corpo.
La fatica, lo sforzo di tutto il corpo del pensatore si scaricano sul capo, conferendogli un senso di forza tranquilla che deriva dalla conquista del sapere e dalla capacità di meditazione. L’aspetto fisico così si integra con quello psichico.
Semplicemente unica.
giovedì 25 aprile 2013
Il bello dello streaming
Nella diretta streaming tra Enrico Letta e la delegazione del M5s, il Presidente incaricato ha parlato dei temi che ha a cuore e su cui si impegna nella sua azione di Governo: centralità del Parlamento, secondo lo schema, si a leggi e non a decreti legge, nuove politiche europee che non siano di austerità, riforma della politica e riforma della legge elettorale: temi a cuore anche del M5s.
Ho apprezzato l'appello di Letta che i cambiamenti, se si vogliono fare, vanno fatti mescolandosi come previsto dal nostro dettato Costituzionale.
Appello anche al dialogo e alla comunicazione.
La risposta prevedibile: vogliono i fatti, ma guardando da fuori.
Ho apprezzato l'appello di Letta che i cambiamenti, se si vogliono fare, vanno fatti mescolandosi come previsto dal nostro dettato Costituzionale.
Appello anche al dialogo e alla comunicazione.
La risposta prevedibile: vogliono i fatti, ma guardando da fuori.
25 aprile
Come si può dire che il 25 aprile è morto? Chi lo afferma è lontano dal capire che oggi non si celebra solo la liberazione dell' Italia dal flagello del nazifascismo, ma si celebrano anche gli ideali che hanno dato vita alla nostra Carta Costituzionale. Allora la miglior sintesi di questa giornata è nelle parole del Presidente Napolitano: "coraggio, fermezza e senso dell'unità, furono decisivi per vincere la battaglia della resistenza".
Chi parla della morte di questa ricorrenza mistifica la realtà.
Chi parla della morte di questa ricorrenza mistifica la realtà.
mercoledì 24 aprile 2013
Stimoli all'economia
Nell'incontro con i giornalisti del Premier incaricato, Enrico Letta, un punto importante è stato sul nostro impegno in Europa. Sopratutto il passaggio sull' abbandono di politiche di austerity soffocanti per abbracciare politiche di stimoli all' economia. Sono le politiche che sta cercando di perseguire da circa un mese, la Banca centrale giapponese a guida di Kuroda che scommette sul raddoppio della base monetaria in modo che gli investitori siano incentivati ad investire in immobili e azioni e i consumatori a spendere.
Ogni Stato sicuramente è a se, ma secondo me non è da sottovalutare come opzione.
Ogni Stato sicuramente è a se, ma secondo me non è da sottovalutare come opzione.
La cura del post vendita
La crescita delle
vendite dipende molto dalle capacità di saper fornire al cliente un’ottima
esperienza in ogni occasione di contatto, sia nella fase di vendita, sia nella
fase di post vendita attraverso il servizio clienti, sia con i social media e infine con il marketing.
Il servizio
clienti può essere un ottimo strumento per incrementare le proprie vendite e
tenere ben saldi al proprio portafoglio i clienti, ma può rivelarsi anche un
mezzo per perderli in maniera molto rapida: è sufficiente che uno soltanto
abbia esperienza di un pessimo servizio che la notizia si diffonderà rapidamente.
Un giorno in un
incontro con il direttore generale di un’azienda, trovai la miglior definizione
di “servizio di customer care”: il mio referente mi disse, “ho bisogno solo di persone vincenti, dinamiche e cariche di
innovazione perché il mio servizio clienti è il direttore generale dell’azienda
che parla con il cliente”.
Occorre sempre
tenere presente che le persone che lavorano al servizio clienti non devono
essere considerate come la ruota di scorta, bensì devono essere coccolati e messi
nelle condizioni di lavorare bene e rappresentare al meglio l’azienda; devono
avere i mezzi per offrire un ottimo servizio, ma al contempo devono essere
capaci di farlo nel modo più cordiale e corretto che gli sia possibile.
Basta solo ricordare che costa molto meno
mantenere un vecchio cliente che trovarne uno nuovo.
martedì 23 aprile 2013
Chi ha tradito, si deve vergognare
Pierluigi Bersani conferma le sue dimissioni e si assume colpe non sue. Il suo grande errore è andare avanti con le sue idee in un gruppo di traditori e franchi tiratori, che hanno saltato a piè pari il principio di lealtà che deve essere strutturale in qualsiasi partito politico. Non si può accettare un partito anarchico, senza lealtà per l' ambizione di qualcuno.
Quanto successo per l'elezione del Presidente della Repubblica e'stato un fatto inaudito e gravissimo: chi ha orchestrato questa operazione si deve vergognare. Chi è stato a tradirlo? Qualcuno che crede sia meglio sfasciare tutto e andare a elezioni quanto prima, per seguire i suoi interessi personali. Così però si distrugge un partito.
Quanto successo per l'elezione del Presidente della Repubblica e'stato un fatto inaudito e gravissimo: chi ha orchestrato questa operazione si deve vergognare. Chi è stato a tradirlo? Qualcuno che crede sia meglio sfasciare tutto e andare a elezioni quanto prima, per seguire i suoi interessi personali. Così però si distrugge un partito.
lunedì 22 aprile 2013
Da dove ha origine il male del nostro Paese
Quale è il periodo storico all’origine di molti degli
attuali mali del nostro Paese?
La risposta da parte di molti sembra scontata: gli anni settanta.
In quel decennio, si è minato l'equilibrio dei conti pubblici ponendo le basi di molti dei problemi che la nostra economia si trova ad affrontare tuttora.
In quel decennio, si è minato l'equilibrio dei conti pubblici ponendo le basi di molti dei problemi che la nostra economia si trova ad affrontare tuttora.
Personalmente ho un ricordo molto ambiguo di quegli anni, ma penso che forse
bisognerebbe guardare con attenzione anche a quello che è successo dopo.
Dal punto di vista economico, nonostante tassi di
crescita che oggi ci appaiono invidiabili, il decennio “in colpa” sono
stati gli Anni Ottanta. Ci siamo entrati con un debito pubblico ancora sotto il
60% del Pil, mentre alla fine eravamo già in prossimità del 100%.
I famigerati anni Settanta hanno prodotto tanti guasti, ma negli
anni successivi è mancata la definizione di una nuova rotta....
domenica 21 aprile 2013
La bellezza di Roma. Tanti auguri alla città più bella al mondo
Tanti auguri Roma!
Secondo la leggenda Romolo avrebbe fondato Roma il 21 aprile 753 a.c. Quindi oggi Roma festeggia il suo 2766 compleanno.
Per chi vuole scoprirla ogni giorno attraverso i suoi mounumenti e i suoi segreti, consiglio questa pagina su facebook, curata da mio papà. Oni giorno con le sue foto, celebra la bellezza di Roma.
http://www.facebook.com/LaBellezzaDiRoma
Secondo la leggenda Romolo avrebbe fondato Roma il 21 aprile 753 a.c. Quindi oggi Roma festeggia il suo 2766 compleanno.
Per chi vuole scoprirla ogni giorno attraverso i suoi mounumenti e i suoi segreti, consiglio questa pagina su facebook, curata da mio papà. Oni giorno con le sue foto, celebra la bellezza di Roma.
http://www.facebook.com/LaBellezzaDiRoma
sabato 20 aprile 2013
La scelta di un Presidente degli Italiani è una sola
Dopo le tre fumate nere di giovedi e venerdi mattina,
la quarta votazione del pomeriggio di ieri
sembrava quella giusta per eleggere il Presidente della Repubblica,
perchè erano necessari soli 504 voti, non più i due terzi dell’assemblea. Il Partito democratico in un lungo vertice di giovedi sera si era ricompattato sul nome di Romano
Prodi e Sinistra ecologia libertà avrebbe appoggiato senza riserve il candidato del Pd. Scelta civica annunciava invece che avrebbe votato per Anna Maria Cancellieri (nome non inviso al Pdl, ma che invece ha deciso di non presentarsi in Aula,
scelta che visti i risultati si è dimostrata non responsabile ma
vincente). Il Movimento 5 stelle,
invece, continuava sulla sua linea
votando per l'ex garante per la Privacy,
nonchè ex parlamentare del Partito Comunista il Prof. Stefano Rodotà. Il Movimento di
Grillo tra l'altro ha dichiarato che se il Pd avesse appoggiato
Rodotà, avrebbe aperto uno
spiraglio per un governo di
coalizione. Emergeva tra l'altro che Bersani e sopratutto Renzi
appoggiavano un candidato con un forte legame con il passato e non inviso dal M5S, anzi nei loro top 10 delle
Quirinarie. Ma succede l'imprevedibile: parafrasando Bersani, "uno su 4 del Pd è
un traditore" e Romano Prodi (il fondatore dell'Ulivo) è sotto di 101 voti dei cosi
detti franchi tiratori che hanno scelto al suo posto D'Alema, Cancellieri e
Rodotà. L'unica conseguenza logica di questa situazione di implosione del Partito democratico sono le dimissioni del suo segretario, ma a mio parere anche
il Sindaco di Firenze non è esente da colpe nella distruzione del partito (il
nome di Prodi è un nome a lui gradito e in questo caso non da rottamare).Ora
serve una scelta forte di un nome che sappia rappresentare l'Italia e che sia
garante della Costituzione, di una persona al di sopra delle parti magari senza
tessera di partito: allora a mio parere
l'unica persona degna è il Prefetto Cancellieri, vero servitore dello Stato in
prima linea sempre, come Prefetto (tra l'altro di Catania e Genova), come
Commissario straordinario di Bologna e Parma e come ottimo ministro
dell'Interno.
venerdì 19 aprile 2013
giovedì 18 aprile 2013
Instabilità politica del nord Africa e narcotraffico
L'instabilità che regna nel
Nordafrica, deve preoccupare perchè fa prevedere un peggioramento della
situazione in Europa e in particolare in Italia per la lotta al narcotraffico.
Bisogna agire all'origine
del flusso delle sostanze, partendo dal Sud America per la cocaina e dall'Afghanistan per l’eroina e
per la produzione di hashish. In tale contesto
la regione sahariana sta diventando uno snodo cruciale. La distribuzione di
cocaina passa dal Sud America all'Europa attraverso il Sahara, come anche
l'eroina afghana.
Nei Paesi dove l'instabilità
regna sovrana, il rischio è la creazione di gruppi sempre più forti,
destinati a diventare cartelli, interessati a partecipare al sostegno politico,
a partecipare alle campagne elettorali per avere uomini o comunque persone
facilmente controllabili, a investire in politica per destabilizzare la
situazione.
mercoledì 17 aprile 2013
martedì 16 aprile 2013
Mafia e stupefacenti
Secondo la Direzione Centrale
Antidroga , la mafia da un lato sta “riattivando quei canali e contatti grazie ai quali e' stata nel passato
indiscussa protagonista nel traffico dell'eroina con il Nord America” e
dall'altro sta “stipulando intese e
accordi per ottenere nuove referenze internazionali e sfruttare consolidati
appoggi logistico-operativi, come ad esempio in Sud America”.
Per la Direzione Centrale
per i Servizi Antidroga, “il rinnovato
interesse delle cosche mafiose verso una maggiore partecipazione al
narcotraffico e' sicuramente dovuto anche alla necessita' di garantirsi nuove
entrate finanziarie in quanto il
tradizionale settore delle estorsioni, e' diventato piu' critico e rischioso a
causa dei sempre maggiori risultati dell'azione investigativa e dell'aumentata
ribellione della societa' civile contro tale fenomeno”.
Paolo Borsellino diceva: “All'inizio
degli anni
settanta Cosa
Nostra cominciò a
diventare un'impresa anch'essa. Un'impresa nel senso che attraverso
l'inserimento sempre più notevole, che a un certo punto diventò addirittura
monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa
Nostra cominciò a gestire una massa
enorme di capitali. Una massa enorme di capitali dei quali, naturalmente, cercò
lo sbocco. Cercò lo sbocco perché questi capitali in parte venivano esportati o
depositati all'estero e allora così si spiega la vicinanza fra elementi di Cosa
Nostra e certi finanzieri che si
occupavano di questi movimenti di capitali, contestualmente Cosa
Nostra cominciò a porsi
il problema e ad effettuare investimenti”.
lunedì 15 aprile 2013
Gli Hunza: vivere serenamente fino a 120 anni
Gli Hunza e'un popolo che vive ai piedi dell' Himalaya, tra le montagne pakistane al confine con la Cina.
Vivono a lungo, la loro vita media e'di 130 anni, non si ammalano mai e fanno figli anche fino a 70 anni.
Vivono di terra e allevamento producendo solo lo stretto necessario per vivere.
La loro alimentazione è prevalentemente costituta da miglio, orzo, grano saraceno, frutta, come albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni, pane integrale, germe di grano, germogli di piselli, noci, legumi lessati, formaggi solo freschi o fermentati, poca carne, sale limitato, verdure come cavoli, spinaci, rape, pomodori. Hanno rifiutato qualsiasi tipo di alimento industriale.
Vivono in pace bandendo dalla loro vita odio, avidita',avarizia e violenza, abbracciando allegria, generosita' e solidarieta'.
Sono circa 10.000 anime e pare che il segreto di questa situazione sia nella loro alimentazione, nella loro tempra forte che riesce a resistere alla fatica e alla fame e molto probabilmente dalla distanza dalla civilta'industriale, che gli ha permesso di mantenere a lungo la vera natura della persona...
domenica 14 aprile 2013
Attenzione al mercurio sulla pelle
La Fda americana ci dice di porre grande attenzione a usare cosmetici contenenti mercurio, per la loro evidente tossicità; sottolineo che nella Unione Europea non e' consentito vendere cosmetici contenenti mercurio.
Di solito questi prodotti fabbricati all'estero, venduti online o attraverso il commercio illegale, sono venduti come sbiancanti per la pelle e trattamenti anti-eta' per la rimozione di macchie, lentiggini, rughe o contro l'acne giovanile.
Ma è fondamentale sapere che l'esposizione al mercurio puo' avere conseguenze gravi per la salute. Infatti, puo' essere assorbito dalla pelle o inalato dai vapori provenienti dai cosmetici e come conseguenza può danneggiare i reni e il sistema nervoso.
Cosa fare dunque? La prima cosa e' controllare sempre l'etichetta, come ho suggerito nel mio post sui prodotti bio. Se vedete le parole "cloruro mercuroso," "calomelano", "mercurio" o composti contenenti mercurio, evitate di utilizzarli...
Penso sia arrivato il momento di smettere di giocare sulla pelle di ignari consumatori.
sabato 13 aprile 2013
La comunicazione del Papa
Il Papa si sta rilevando un grande comunicatore: ama utilizzare frasi molto brevi ma efficaci, pronunciate con la dolcezza naturale del suo accento spagnolo, e rese piacevoli da uno stile comunicativo molto semplice, asciutto, sobrio ed efficace.
Nei suoi rapporti con i fedeli ignora protocolli, cerimoniali e tradizioni. Parla in italiano augurando sempre il “Buongiorno” per salutare al loro arrivo i fedeli e, utilizzando il “Buon pranzo” prima di congedarsi.
Non prega in latino, ma utilizza le preghiere più comuni, Padre Nostro e Ave Maria, recitate in italiano. Grande anche il suo utilizzo della comunicazione non verbale con discorsi accompagnati con una spiccata gestualità, tracciando ampi cerchi con la mano.
Un Papa che cerca di raggiungere le persone lontane dalla Piazza attraverso i mezzi digitali e la rete web, con il segnale di un ritorno alla semplicità apostolica che c’era agli inizi del cristianesimo.
Da questi inizi possiamo forse intuire la visione che ispirerà Papa Francesco nel prendere decisioni sulla "comunicazione", intesa come ponte per raggiungere il cuore delle persone
La sua è una comunicazione efficace perchè per lui comunicare non è solo elaborare messaggi e distribuirli sui canali conosciuti, ma è (anche e soprattutto) la sua capacità di produrre comportamenti coerenti e capaci di testimoniare la vera missione della Chiesa.
venerdì 12 aprile 2013
Se si vuole, si può pensare e agire diversamente: l'esempio di "Pepe" e la felicità
Se si vuole cambiare basta volerlo: il Presidente dell'Uruguay José Alberto "Pepe" Mujica Cordano, è un esempio tangibile di buona politica. Ogni mese dei 250mila pesos (circa 10 mila euro) del suo stipendio da Capo di Stato, Mujica trattiene per sé soltanto 800 euro (che in Uruguay equivalgono allo stipendio di un impiegato bancario). Il resto, il 90% dei suoi emolumenti, è devoluto a un'istituzione che aiuta lo sviluppo delle zone più povere dell'Uruguay attraverso la costruzione di abitazioni con acqua e luce.
Solo per ricordarci che pensare e agire diversamente si può davvero, riprendo il discorso che Mujica ha pronunciato a braccio alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20, il 21 giugno 2012, un discorso, come solo pochi grandi politici hanno saputo pronunciare, in cui ha denunciato l’assurdità del mondo in cui viviamo: “Veniamo alla luce per essere felici. Perché la vita è corta e se ne va via rapidamente. E nessun bene vale come la vita, questo è elementare. Ma se la vita mi scappa via, lavorando e lavorando per consumare un plus e la società di consumo è il motore, perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, appare il fantasma del ristagno per ognuno di noi. Ma questo iper consumo è lo stesso che sta aggredendo il pianeta. I vecchi pensatori – Epicuro, Seneca o finanche gli Aymara – dicevano: povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più. Queste cose che dico sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità. Deve essere a favore della felicità umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, dell’attenzione ai figli, dell’avere amici, dell’avere il giusto, l’elementare. Precisamente. Perché è questo il tesoro più importante che abbiamo: la felicità!”
giovedì 11 aprile 2013
Come funziona la legge elettorale Calderoli
Per capire come si è arrivati a all’incapacità
di formare una maggioranza, bisogna capire come funziona il “Porcellum” o legge
elettorale Calderoli.
La legge è interamente
proporzionale con un premio di “maggioranza”/“governabilità” per la coalizione
vincente.
Il premio alla Camera garantisce
un minimo di 340 seggi ed è calcolato su base nazionale, mentre al Senato è un
premio regionale e la coalizione o il partito più votato riceve il 55% dei
seggi (escluso Molise e circoscrizione elettorale estero). Non c’è voto di
preferenza e i candidati in graduatoria sono scelti dai partiti.
Primo punto dove la legge incide
di più sulla frammentazione e nella soglia di sbarramento. Esistono varie
soglie di sbarramento diverse tra Camera e Senato.
La soglia per le coalizioni alla
Camera è al 10%, mentre al Senato è al 20%.
La soglia per i partiti si
distingue alla Camera aa seconda se il partito si presenti da solo o
all’interno di una coalizione: nel primo caso (come ha fatto Rivoluzione Civile)
la soglia è del 4%, nel secondo caso la soglia si abbassa al 2%. La soglia del
4% alla Camera è valida per le liste di una coalizione che non ha passato lo
sbarramento del 10%.
In Senato lo sbarramento è
dell’8% per i singoli partiti (es. ecco perché la Lista Monti si è presentata
come un unico partito) e del 3% per i partiti che concorrono a una coalizione.
Anche in questo caso lo sbarramento vale a livello regionale.
Come si può notare è una legge
elettorale “cervellotica” con candidati scelti dai partiti, ma le variabili che
hanno influenzato il voto di fine febbraio sono state il raggiungimento della
soglia sbarramento e i premi regionali al Senato.
mercoledì 10 aprile 2013
L'affanno dei giovani: senza casa, senza lavoro e senza prole
Una
delle conseguenze reali della crisi economica è il venir meno dell'idea che la
laurea sia il lasciapassare per un futuro di stabilità economica. Le
famiglie in molti casi tirano i remi in barca e rinunciano a investire nella formazione superiore dei propri
figli: si registra infatti, una diminuzione del 17% degli iscritti negli ultimi
7 anni.
Ma una volta investito nel percorso universitario, ci sono alcune facoltà che devono essere completate con specializzazioni post lauream o tirocini necessari per le abilitazioni e l'iscrizione all'albo professionale. Qui sorge un nuovo problema: uno studente neolaureato dopo 5 anni di università, si trova di nuovo a dover sostenere nuove e ingenti spese per la sua formazione.
Ma una volta investito nel percorso universitario, ci sono alcune facoltà che devono essere completate con specializzazioni post lauream o tirocini necessari per le abilitazioni e l'iscrizione all'albo professionale. Qui sorge un nuovo problema: uno studente neolaureato dopo 5 anni di università, si trova di nuovo a dover sostenere nuove e ingenti spese per la sua formazione.
Il XV Rapporto AlmaLaurea ci dice che il tasso
di disoccupazione tra i laureati è salito al 23% per le lauree di I livello e
al 21% per quelle specialistiche e a ciclo unico.
Altrettanto poco stimolanti sono i dati
della retribuzione media intorno ai 1000 euro. La conseguenza è che
molti preferiscono andare via dal nostro Paese e il tasso di emigrazione è aumentato del 9%, con la conseguenza che per
la prima volta in Italia, il numero degli emigranti supera quello degli
immigrati.
La conseguenza è che i giovani laureati si adattano a ogni tipo
di lavoro e firmano ogni tipo di contratto (anche lavorando in nero). Ci si trova di fronte una fotografia dai caratteri apocalittici: migliaia di coetanei che non hanno una casa, non hanno un lavoro e non hanno nemmeno la prole, perché
anche un figlio è un lusso che non ci si può permettere.
Questa è la crisi e ci vuole un Governo subito prima che sia troppo tardi
martedì 9 aprile 2013
Considerazioni in casa Roma dopo l'ennesima delusione stagionale di Andrea Marta
Come prima la colpa non era tutta solo di Zeman (al contrario di quanto in molti hanno voluto sancire ad ogni costo) così ora non attacco solamente Andreazzoli. Anche se da un tattico non mi attendo errori grossolani come schierare nel 1° tempo di ieri sera due attaccanti nel ruolo di torri (Totti e Lamela) serviti sistematicamente con palle alte quando torri non sono.
Senza voler apparire presentuoso, avevo previsto tutto. Ossia che alla lunga sarebbero emersi tutti i limiti di questa rosa dove senza voler fare nomi ci sono troppi elementi che non stanno rendendo come dovrebbero. E per alcuni di loro direi che l'attesa è finita. Perchè non ho mai visto nessuno in un posto di lavoro normale atteso per anni senza vedere dei riscontri tangibili e concreti in termini di rendimento. Detto questo, qualcuno si era illuso che sarebbe stato sufficiente incassare meno reti affinchè le cose prendessero il verso giusto: interpretazione corretta, se la Roma avesse un barlume di gioco ed anche la fase offensiva fosse fatta in maniera decente.
Questa invece è una squadra che vive esclusivamente delle invenzioni dei singoli (non sempre all'altezza), non mostra alcuno schema degno di essere chiamato tale, in più continua a subire reti al contrario di ciò che si pensava. Ditemi in che cosa c'è stata questa tanto decantata inversione di tendenza. Ma non è solo una questione di allenatore. Come dicevo il rendimento di taluni giocatori è largamente di sotto a quello auspicato. Altri invece secondo me proprio non possono fare i titolari in una squadra che abbia grandi ambizioni. In un campionato in cui tolte le prime 3 attuali regna la mediocrità più assoluta, noi siamo al di sotto della mediocrità. Rendetevi conto. E questo secondo me anche perchè la rosa non si sta rivelando tutto sto granchè. Oltre a Totti, per il quale non servono più parole e che va per i 37, la realtà è che a fronte di qualche giovane come Lamela in procinto di diventare campione, mancano certezze assolute. Il punto è proprio questo.
Per me servono almeno 2/3 giocatori di livello assoluto, a partire da un regista vero e forte che manca nella Roma da quando è andato via Pizarro. E tutte le soluzioni provate per sopperire a tale mancanza si sono rivelate dei meri pagliativi.
La parola alla società. Per ora, purtroppo, il termine che mi risuona più frequentemente nella testa è fallimento.
Sta a chi dirige questa società dare dei segnali forti ed inequivocabili per farci rialzare (e in fretta pure) la testa.
Andrea Marta
L'Europa e il mal di Mediterraneo di Andrea Martire
Dopo la carne equina al posto di
quella di manzo, arriva un nuovo allarme alimentare dal vallo di Adriano. Il
piatto nazionale, il fish&chips, pesce e patatine, importante per il fisco
ed il costume nazionale come la pizza per noi, sarebbe prodotto con pangasio
(volgare pesce del mar cinese del sud, viene soprattutto dal delta del Mekong,
nei dintorni dell’ex Saigon) anziché con l’elegante e meno prosaico merluzzo del
mare del nord.
La scoperta è recente e ancora non
si sa se si tratta di un caso isolato o di una produzione industriale. Ma c’era
da aspettarselo, anzi, forse nemmeno finisce qui.
Il pangasio costa un quarto del
merluzzo, pare che contenga mercurio, ha un sapore simile (ma diversa
consistenza). Ma non è colpa sua se finisce nel fish&chips.
Il primo problema che questa
notizia, ma in generale tutte le notizie in cui si usa un ingrediente che non è
quello dichiarato, è che l’ignaro consumatore non sa quello che mangia. La
truffa può diventare frode ed ha certamente implicazioni sulla salute della
collettività; non solo, ma se mi vendi per merluzzo il pangasio, cioè un
alimento inferiore, non mi puoi chiedere lo stesso prezzo del merluzzo. Devi
chiedere di meno.
Ci sono poi risvolti etici; come
viene pescato questo pesce? L’ambiente viene rispettato? Quale autorità ha
vigilato? E, ancora, come vengono retribuiti i pescatori cinesi e vietnamiti?
Per non parlare del lungo viaggio, con conseguente emissione di tonnellate e
tonnellate di co2, che il pangasio lascia dietro di se’.
Il mercato del pesce più importante
del mondo, dove recentemente la polizia ha scoperto questa ed altre frodi
alimentari non è sul mare. E’ l’aeroporto di Francoforte. Quindi, se tutto va
bene, il povero pangasio giungerà al consumatore europeo dopo 2-3 giorni dalla
sua morte.
Perché avviene questo fenomeno?
Perché ci sono aziende disoneste e perché, ancora una volta, l’Europa non è
stata capace di difendersi. La politica comune della pesca ha imposto divieti
(il divieto della pesca del tonno, il contingentamento della pesca del
merluzzo), agito sui prezzi (l’aliquota unica sul gasolio per i pescherecci),
sulle regole (il divieto dello strascico, il divieto di pesca dei datteri di
mare) ma contemperare i vari interessi non è bastato a dotarsi di una normativa
positiva e propositiva. Ci sono solo divieti.
Il risultato è stato spingere i
pescherecci comunitari lontano dal Mediterraneo e dal mare del nord, verso
l’Atlantico, dove non riescono a reggere la concorrenza dei potenti giapponesi.
Per di più la solita lobby di multinazionali e paesi del nord ha impedito che si
arrivasse all’etichettatura obbligatoria del pesce. La crisi economica,
l’aumento del gasolio, la caduta del mark up delle imprese ittiche ha fatto il
resto. Ed ecco che si arriva al pangasio. Ci sono sicuramente persone poco
oneste in giro, ma se vogliamo salvare il comparto marittimo, una bella fetta di
dieta mediterranea, la salute pubblica, l’ambiente, dobbiamo subito andare in
Europa a difendere (anche) le nostre posizioni. E per farlo serve un governo,
una credibilità ed una coesione nazionale che al momento appaiono lontane.
lunedì 8 aprile 2013
La bellezza dell' illusione di Mauro De Lillo
Sul tema dell'illusione è piena la storia e la letteratura.
UgoFoscolo non soccombe al pessimismo, ma reagisce vigorosamente, creandosi una nuova fede in valori universali, che danno un fine ed un significato alla vita dell’uomo. Questi valori universali sono la bellezza, l’amore, la libertà, la patria, la virtù, l’eroismo, la poesia, l’arte, la gloria, tutte "illusioni"che, però danno un valore all'intera esistenza e contribuiscono alla convinzione che vi sia poi qualcosa per cui valga la pena di vivere: sono esse dunque che ci permettono di sopravvivere.
Anche Leopardi, vedeva la natura come una madre amorosa che cerca di proteggere i suoi figli attraverso delle solide illusioni che alleviano la vita degli uomini rendendoli capaci di virtù e grandezze.
La prima causa dell'infelicità è la dissoluzione delle illusioni che pone l'uomo di fronte alla realtà.
Se non si sperasse e non ci si illudesse, nel nostro mondo regnerebbe la massima disperazione. E allora qualche volta diamo ragione a Foscolo quando diceva che "le illusioni sono necessarie, indispensabili: la ragione, da sola, non basta" e a Leopardi quando affermava che "il più solido piacere di questa vita, è il piacere vano delle illusioni".
domenica 7 aprile 2013
Un nemico troppo potente che non si può sconfiggere da soli
La droga è un nemico
troppo potente per il raggiungimento e la conservazione del benessere
individuale. Il tossicodipendente,
per quanto cronicizzato, non può essere abbandonato alla sua condizione di
disagio e di malattia e deve essere sempre considerato recuperabile alla vita. Chi ne fa uso, non è in grado di gestirsi, recando danni a se
stesso e agli altri vicini.
L'eroina, in particolare, porta con sé il fantasma
della disperazione, autodistruzione e morte, che prende corpo in un circolo
progressivamente vizioso fatto di reati, carcere, prostituzione, overdose e
aids.
La maglia del cuore: contest non ufficiale sulle maglie della Roma
Questa idea nasce dal fine rapporto che ci sarà a fine stagione con il main sponsor Wind e con il sorprendente, curioso e improvviso abbandono (lato Roma) dello sponsor tecnico Robe di Kappa.
Si è così concluso il contest disegna la maglia della Roma http://www.passionemaglie.it/2013/03/disegna-maglia-roma-10-divise-selezionate/ e sono state selezionate le prime e seconde divise con le caratteristiche richieste.
Tra tutte queste, nonostante
siano tutte bellissime, com’è mia consuetudine, scelgo le mie due preferite. La
prima maglia che preferisco è disegnata da Andrea Grassi con il girocollo,
giallo come i bordi delle maniche.
Per la seconda maglia, forse
perché riprende la maglia che ho sempre amato della Roma, è quella disegnata da
Mario Sbardella che reinterpreta la maglia “ghiacciolo” della Pouchain, in
questa versione spogliata dei colori dell’epoca, sostituiti da quelli della
tradizione, con il lupetto sul petto.
Tutti i lavori oltre ad essere
pubblicati sulla pagina Facebook L’angolo del Kit Design – Passione Maglie,
saranno utilizzati come modelli di riferimento da mostrare alla società As Roma
(se verrà data la possibilità).
Questa è una bellissima
iniziativa, anche se non è un “contest” ufficiale, ma può rappresentare un
punto di partenza per il coinvolgimento attivo dei tifosi nella scelta della
"maglia che li unisce", con la Roma è i suoi colori nel cuore.
sabato 6 aprile 2013
“INDUSTRIAL [r]EVOLUTION” di Giovanni Rossi
Prima di tutto
voglio ringraziare Andrea per questo spazio, perchè in poche righe mi
piacerebbe raccontarvi qualcosa della musica industriale, un genere che non si
sente spesso in radio e che non gravita facilmente negli scaffali dei negozi di
cd . Allora prendo in prestito una parte dell'introduzione del mio libro “INDUSTRIAL [r]EVOLUTION”
“Monte Cazazza coniò la definizione ‘industrial
music for industrial people’ sul finire degli anni ’70, dopo aver ascoltato le
strambe composizioni di Genesis P-Orridge e del suo gruppo di anti-musicisti, i
Throbbing Gristle. E diede
inconsapevolmente identità a un’aggregazione artistica che ancora si stava
formando, qualcosa che non era nemmeno definibile come movimento e che poco
voleva spartire con i propri padri. È questo uno dei rari casi in cui sono gli
artisti stessi ad etichettare la propria opera, e mai etichetta fu più
indovinata, tant’è che Industrial Records sarà il nome dell’etichetta con cui i
Throbbing Gristle inaugureranno
la tradizione discografica legata alla cultura industriale.
La
musica industriale non nasce come movimento musicale in senso stretto, bensì
nell’ambito della performance art e della rappresentazione. Lustmord è molto
chiaro al proposito: ‘L’industrial delle
origini, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, era concentrato
soprattutto sulle idee legate a concept e sperimentazioni, piuttosto che sulla
musica’. Dall’altra parte del globo, anche Hiroshi Hasegawa (C.C.C.C.)
condivide la stessa opinione dell’artista gallese: ‘I pionieri della scena come Genesis P-Orridge, Z'EV e Monte Cazazza
erano innanzitutto performance-artist, e questo ha fatto sì che l’industrial,
anche in tutte le sue prime ramificazioni come noise e power electronics, abbia
sempre mantenuto una forte componente legata alla rappresentazione’.
Nel
1969 uno stravagante studente universitario di nome Neil Megson, poi
rinominatosi Genesis P-Orridge, e Christine Carol Newby, un’affascinante e
diafana modella porno conosciuta come Cosey Fanni Tutti, decidono di dare vita
ai COUM Transmissions
inaugurando la storia di una delle formazioni di performance art più estreme e
scomode d’Inghilterra. Automutilazioni, pornografia, scarnificazioni,
installazioni ai limiti del penale... fino al 1976 è un succedersi di opere
come ‘Exorcism of Shit’, ‘Anal Coumfidence’, ‘Babys Coumpetition’, ‘Cosey
Sexual Action’. Alla base dell’estetica del duo c’è una rappresentazione che va
in una direzione diversa rispetto all’iconoclastia punk. La ribellione contro
gli schemi precostituiti non è finalizzata all’instaurazione di un nuovo ordine
apolitico o anarcoide, né al rovesciamento violento della società dei consumi,
bensì alla pura e semplice rappresentazione di un differente modello estetico.
Come è stato sintetizzato più volte da Paul Lemos (Controlled Bleeding), sia il
punk che l’industrial sono state forme espressive di violenza emotiva e
confusione, attuate senza alcuna censura o competenza tecnica. I COUM attirano
l’attenzione dei salotti bene di Londra, in poco tempo vantano esposizioni
nelle più importanti gallerie inglesi e Genesis inizia a trasformarsi in figura
di culto per i giovani annoiati e rabbiosi della capitale. Sembra che
Surrealismo, Futurismo e Dada si incrocino nei COUM Transmissions per esprimere
il comune disprezzo nei confronti della società, delle convenzioni e delle
regole costituite. Tre correnti artistiche che sono strettamente imparentate
con un’iconografia che mira a sovvertire le prospettive mettendo una pietra
tombale su duemila anni di arte e di comunicazione, per voltare definitivamente
pagina, in nome di un nuovo rinascimento dell’uomo. Un rinascimento che parte
dalla destrutturazione dell’Occidente in ogni sua forma.”
Se
vi è piaciuto, volete saperne qualcosa di più o magari volete proseguire la
lettura, date un occhio a www.tsunamiedizioni.com http://industrialrevolution-gr.blogspot.it
Keep on noisin'.
Giovanni
venerdì 5 aprile 2013
Disoccupazione: dare la colpa alla riforma Fornero è la moda del momento. Ma è proprio così?
Che Italia…
Invito i lettori a leggere le
rassegne stampe dei giorni successivi all’approvazione della Legge Fornero.
Tutti sul carro dei vincitori, plauso per una riforma dovuta, richiesta a gran
voce dall'Europa e fatta in poco tempo e ora tutti fanno retromarcia.
Vorrei in questo post non dare
giudizi ma invitare tutti alla coerenza. Ricordiamoci che la Riforma è
frutto di un compresso sofferto (e solo in parte realizzato) tra Governo,
partiti e parti sociali.
La riforma prometteva
interessanti novità per l'emersione del lavoro nero e per combattere la
flessibilità cattiva: provate a lavorare con un
contratto part-time in associazione di partecipazione, ma avendo un carico di
lavoro da full-time, ferie praticamente nulle, festività lavorate non
riconosciute,e tanto altro ancora.
Allora forse è
meglio ripercorrere cronologicamente i momenti salienti che hanno portato a
questa riforma per capire come ci si è arrivati e se è giusto o meno
criticarla. Ci tengo a sottolineare che
la riforma è migliorabile ma è semplice e assai riduttivo dare solo la colpa al
Ministro.
Ai primi di
agosto del 2011, la
Banca Centrale Europea (Bce), inviò al Governo Italiano una
lettera, con la quale sollecitava alcune misure incisive finalizzate a
riattivare la nostra crescita economica. Fra queste, il decentramento del
nostro sistema della contrattazione collettiva, la flessibilizzazione della
nostra disciplina dei licenziamenti, e infine, l’introduzione di tutele
economiche e professionali e un’assistenza effettiva e intensiva nel mercato
del lavoro a favore dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. A metà
agosto, in risposta a questa sollecitazione della Banca Centrale Europea, il
Governo Italiano approvò una nuova legge che ha drasticamente incentivato il
ruolo della contrattazione aziendale. Più precisamente la nuova norma
(l’articolo 8 del Decreto Legge n. 138 del 2011, convertito in Legge n. 148 del
2011) prevede che ogni contratto aziendale o territoriale firmato da una o più
organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano
nazionale o territoriale, può derogare non solo ad ogni contratto collettivo
nazionale, ma anche all’intera legislazione nazionale del lavoro, inclusa la
disciplina dei licenziamenti ed escluse solo le norme costituzionali e quelle
contenute nelle convenzioni internazionali e nelle direttive europee. Grazie a
questa norma, ogni imprenditore “innovatore”, se ha di fronte rappresentanti
sindacali lungimiranti, può inserire nella propria azienda un diritto del lavoro snello, basato su di una
coniugazione della massima flessibilità delle strutture produttive, con la
massima sicurezza del lavoratore.
La lettera con cui nell’ottobre del 2011, il
Governo Berlusconi, rispose alle richieste che ci pervenivano dalla Commissione
Europea in tema di lavoro e licenziamenti, avrebbe potuto costituire un punto
di partenza costruttivo per arrivare all’obiettivo di una nuova rete di
assicurazione e protezione sociale, ma ha invece generato una risposta
ansiogena e fuori controllo da parte dei cittadini e delle principali sigle
sindacali. La stessa sorte è toccata alla proposta di riforma del lavoro del
Governo Monti, nel marzo del 2012 e al conseguente Disegno di Legge del 6 Aprile 2012 e
alla Legge n.92 di Luglio.
Questo perché
alcuni mass media, nei giorni successivi alla lettera, alla proposta di
riforma, al Disegno di Legge e alla Legge, hanno lanciato alla pubblica
opinione un motto, per molti incomprensibile e fuori da ogni logica, come “licenziare per assumere”.
Sarebbe stato
invece necessario e responsabile, con l’accordo delle parti sociali e di tutti
i partiti politici che appoggiavano il Governo, ascoltando anche le aziende
presentare un progetto organico e strutturale di riforma che si configurasse
come una reale proposta di modernizzazione rivolta al Paese, che avrebbe potuto
contribuire al rilancio dell’economia e all’attrazione d’investimenti
dall’estero, attraverso quella flessibilità in entrata ed in uscita che ci
chiede l’Europa. Un nuovo modo di intendere il lavoro come elemento dinamico teso al
miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dei sistemi produttivi, il tutto in una
rinnovata idea di competitività. Non è stato fatto e tutti lo sapevano e ora
trovo semplice e
riduttivo dare la colpa alla Fornero.
Sicuramente qualcuno mi dirà: “la disoccupazione giovanile
è passata dal 29% del 2011 al 40% del 2012” . E io ribatto: “Signori è colpa della
riforma o colpa delle risorse inesistenti da investire per la crescita? “
E’ comodo ora sparare sul tecnico di turno. La politica,
si prenda le sue responsabilità. La colpa della Fornero è stata quella di combattere fenomeni di abuso di contratti senza alcuna tutela, in uno
Stato come quello Italiano, cronicamente piagato dall’assenza di lavoro, dove
l’alternativa occupazionale è il lavoro nero sottopagato, senza alcun diritto e
senza sindacato, nel tessuto malato dell’economia sommersa. Che si sappia.
giovedì 4 aprile 2013
Europa e criminalità
Qualche giorno fa in una conversazione con un mio vicino
di aereo si discuteva sui benefici dell’Europa Unita. Tra i vari argomenti
toccati si ragionava sui benefici dell’Unione collegati alle azioni di
contrasto ai gruppi criminali che operano nei diversi Paesi Europei. Il
beneficio di un’Unione è ravvisabile in un commento che, l’ex Procuratore
nazionale antimafia e ora Presidente del Senato, fece in una sua intervista: “La criminalità organizzata assume sempre di
più dimensioni transnazionali. Il modello investigativo europeo è fondato su
organismi (Europol e Eurojust) e su strumenti giuridici (mandato di cattura europeo
e squadre investigative comuni) strettamente collegati tra loro, che sviluppano
un’attività anche informale e veloce per realizzare una collaborazione
giudiziaria efficace contro una realtà criminale che sa sfruttare al meglio
l’abbattimento delle frontiere e i nuovi spazi dei mercati”. Questo è solo
uno dei benefici di un’Europa unita che impatta sulla nostra vita e la
sicurezza di ogni giorno.
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