In generale ci sono due maniere di attacco al flagello droga.
La prima rinvia al problema della tossicomania e ai problemi ad essa legati. L’assimilazione di droghe differenti tra loro è la prima fonte di confusione. Il passaggio “obbligato” tra le droghe leggere a quelle pesanti non convince, in quanto tale concezione potrebbe essere allargata al passaggio anche dal tabacco alle droghe leggere.
Un secondo modo di vedere le cose consiste nel porre l’accento sul rischio rappresentato dall’esistenza di risorse finanziarie nate dal commercio di stupefacenti e reinvestite clandestinamente nell’economia.
Alla base di questo problema è che la proibizione del prodotto genera l’organizzazione del crimine e che il commercio del prodotto è in mano alle organizzazioni criminali.
Non bisogna però dimenticare che prima di essere la causa della criminalità il traffico di droghe è la conseguenza di una domanda.
La proibizione è legata all’offerta, ma l’offerta esiste perchè c’è una domanda e la domanda c’è non perché il prodotto è proibito, ma perché corrisponde ad un bisogno la cui origine è psicologica e sociologica.
La domanda di droga se non affrontata in maniera adeguata continuerà a crescere....
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